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Lo sviluppo delle PMI e gli aeroporti minori italiani
Wednesday 26 March 2008
pmi1.jpgL'economia italiana, tra le economie occidentali, ha una peculiarità che la distingue da tutte le altre, fatta eccezione, in parte, per il Giappone: è sorretta per più del 70% da piccole e medie imprese. Ci si potrebbe chiedere come possa una economia nazionale, nell'epoca della globalizzazione, basarsi sulle cosiddette PMI (Piccole e Medie Imprese). In realtà tali imprese non sono sempre indipendenti ed in concorrenza l'una con l'altra, ma si legano in una filiera per la produzione di beni e servizi, realizzando in tale modo quanto nelle altri nazioni è ottenuto dalle grandi industrie.
Se all'inizio del '900 Henry Ford per produrre le sue autovetture si preoccupava di diventare proprietario delle miniere di ferro, le PMI italiane si organizzano invece in Distretti Produttivi, che hanno carattere territoriale. Così ogni regione ha i suoi distretti (81 nel nord, 49 nel centro e 26 nel sud), specializzati nella produzione di un bene particolare, alla cui produzione finale concorrono decine ed anche centinaia di PMI.
pmi2.jpgCitiamo il famoso esempio del Distretto dell'Occhiale di Belluno, nel quale sono occupate 11.600 persone in 606 imprese, 479 delle quali artigiane. Ogni singola PMI è legata alle altre nella realizzazione di un oggetto finale, al quale concorrono con una produzione estremamente specializzata di piccole o grandi componenti, che verranno poi assemblate o solamente rivendute dall'azienda leader, che darà il nome finale al prodotto. E' evidente che per poter essere produttivo un distretto ha un bisogno estremo di infrastrutture che permettano di collegare le singole aziende, sia in modo virtuale tramite lo sviluppo della rete informatica, sia in modo reale con lo sviluppo della rete dei trasporti. Infrastrutture delle quali spesso l'Italia è purtroppo carente, sia in quantità che in qualità. Pensiamo ai continui disservizi della rete ferroviaria, ed alla difficoltà di far partire nuovi progetti come l'alta velocità. O alla mancanza di trasporto fluviale, agli ingorghi costanti del traffico, alle autostrade piccole e spesso insicure. A parziale discolpa dobbiamo ricordare che il territorio italiano, povero di pianure, stretto e lungo, poco si presta a realizzare trasporti su strada e fluviali efficienti; ma non possiamo dimenticare la colpa della politica, che nelle migliori delle ipotesi lavora per realizzare obiettivi di medio termine, e non si impegna quindi che con estrema difficoltà su obiettivi di lungo termine, come sono ovviamente le infrastrutture.
Il trasporto aereo non è esente dalle stesse difficoltà che attanagliano gli altri settori, ma potrebbe ottenere più facilmente e rapidamente lo sviluppo che è negato ai trasporti su terra, scavalcando, nel senso letterario del termine, le impervie caratteristiche geografiche dell'Italia.
  Lo sviluppo negli ultimi anni del trasporto aereo, ma più in particolare dell'Aviazione Generale, potrebbe rappresentare una buona soluzione di efficienza per le PMI italiane che, per la loro caratteristica organizzazione per distretti, sono sparse uniformemente sul territorio e non concentrate, come accade in altri paesi e solo parzialmente in Italia, in poche, grandi zone industriali. Negli ultimi anni si è andato sempre più affermando il trasporto aereo executive on demand. Piccoli e medi turboelica o jet, da 6-12 posti, permettono di raggiungere velocemente e con orari personalizzati tutte quelle regioni italiane tagliate fuori, in tutto o in parte, dalle compagnie aeree, che non riescono a trovare per tali destinazioni una valida giustificazione economica.
pmi_grafico.jpg Ecco quindi che i piccoli aeroporti, con piste di poco superiori ai 1000 metri, possono rappresentare una ricchezza inaspettata, ed un punto di collegamento privilegiato per tutti quegli imprenditori o dirigenti di azienda che hanno necessità di spostarsi velocemente, senza dover sottostare alle lunghe trafile dei check-in ed alla mancanza di collegamenti adeguati tra i grandi aeroporti ed i luoghi produttivi decentrati dei distretti italiani.
Segno evidenpmi3.jpgte di questo sviluppo futuro è la scommessa che sempre più i produttori di aerei di Aviazione Generale fanno sui Very Light Jet (VLJ) e sui Personal Jet. Si tratta di piccoli velivoli, bimotori nel primo caso e monomotori nel secondo, da 4 a 6 posti compreso il pilota, che ben si prestano a far parte di una piccola flotta aziendale, ed ancor più alla creazione di vere e proprie Compagnie Taxi, che con decine di piccoli aerei simili sono in grado di offrire destinazioni minori a costi relativamente contenuti, permettendo grandi risparmi di tempo e flessibilità di trasporto delle persone.
 
E' ovviamente necessario che la classe politica italiana si accorga di questa opportunità, e soprattutto dell'opportunità che i piccoli aeroporti diffusi nelle province italiane possono offrire e offriranno sempre più in futuro. Purtroppo l'attenzione dei politici, ed anche dei media, è sempre concentrata sulle grandi realtà, sulle dispute pur lecite tra Malpensa e Fiumicino, sulla realizzazione di cattedrali nel deserto. I piccoli aeroporti sono fatti oggetto di attenzione solo quando si intravede l'opportunità, con la loro chiusura o declassamento, di conquistare una manciata di voti dai residenti delle aree limitrofe, o di realizzare una campagna stampa “dalla parte del cittadino”, perseguendo così quella miope condotta politica di breve e brevissimo termine che nel corso degli anni sta portando l'Italia sempre più in fondo nelle classifiche dei paesi più sviluppati dell'occidente.
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