| Alitalia: Rossi (FILT CGIL), il sindacato compie il suo ruolo responsabilmente |
| Tuesday 08 April 2008 | |
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In un comunicato stampa Mauro Rossi, segretario nazionale FILT CIGL difende i sindacati dall’attacco a sarebbero stati sottoposti dopo i recenti risvolti sulla vicenda Alitalia.
"Non è solo sbagliato ma addirittura vergognoso;" stigmatizza Rossi. "Il sindacato è la parte in gioco che sta interpretando responsabilmente e con determinazione il proprio ruolo: negoziare nel merito. Lo fa con grande determinazione appunto, rappresentando degli interessi di parte, quelli del lavoro. Non si può rimproverare al Sindacato di aver avanzato richieste così insostenibili da aver fatto “scappare” il proprio interlocutore. Abbiamo a che fare con un’Azienda esperta, che conosce bene le dinamiche sindacali, che sa bene che cosa sia una trattativa e che non può credere veramente che un negoziato non porti con sé margini di discussione."
Secondo Rossi "offensivo ed inquietante è lo strabordante potere trasversale (vero regista di questa triste vicenda tipicamente italiana) che impone una informazione viziata al Paese con il preciso obiettivo di rappresentare uno scenario dove all’improvviso il Sindacato impazzito e barbaro decide di far fallire la compagnia di bandiera!"
"Il fatto che chi vende stia dalla parte di chi compra è una vera anomalia;" prosegue il dirigente CIGL, "nessun proprietario avrebbe condotto la vendita di un proprio bene in questo modo; neppure il più ingenuo avrebbe concesso tanto all’acquirente, non ultimo il farlo “gareggiare” da solo. Tutto questo accade nel nostro Paese per gli stessi motivi per cui Alitalia è stata gestita così male nel tempo: perché è un’azienda pubblica e pubblico, troppo spesso, purtroppo per molti nel nostro Paese significa 'di nessuno'." "Il sindacato," ha continuato Rossi, "dopo oltre due anni di denunce argomentate e supportate da documenti che sono agli atti del Governo, è stato obbligato ad una finta trattativa. La controparte non ha inteso negoziare nulla, forte della condizione della Compagnia e del ruolo inadeguato svolto dall’azionista Tesoro e dalla Presidenza del Consiglio. Un binomio che, anche in queste ore, piuttosto che assumersi le proprie responsabilità preferisce indicare “nelle Organizzazioni Sindacali irresponsabili”, i colpevoli del più volte annunciato fallimento di Alitalia, con buona pace del mercato e degli organi di controllo." In questa cessione della quota di controllo della Compagnia detenuta dallo Stato è accaduto che "al sindacato è stato impedito di conoscere, fino a poche ore dallo sfumare del tempo a disposizione, i contenuti del progetto," incalza Rossi, secondo il quale allo stesso sindacato "è stato impedito di negoziare." Il comunicato stampa di FILT CIGL riassume le condizioni imposta nella trattativa sottolineando che sui 2200 esuberi si "azzera, in alcuni segmenti di azienda, ogni professionalità e competenza specifica sopravvissuta alla uscita dalla produzione nei tre anni precedenti di 4000 addetti!" Inoltre il sindacato sottolinea che non vi èstata nessuna citazione per gli oltre 1600 lavoratori precari ( forza media a lavoro su un bacino almeno doppio che ruota ) " che da anni lavorano con contratti a termine in azienda nelle diverse mansioni sia in volo che a terra che, per l’offerta francese, non esistono!" Rossi sottolinea poi il destino "sconosciuto ed indecifrabile" per le migliaia di lavoratrici e lavoratori che "espulse dal perimetro aziendale dovrebbero riciclarsi, dopo, forse, alcuni anni di contratti in appalto, nel florido mercato del lavoro italiano: Atitech circa 800 addetti; AMS ( motori ) circa 400 addetti; Scali italiani, da Torino a Palermo, e stranieri periferici( tutti tranne Roma Fiumicino ) 700 addetti, tutti a tempo indeterminato ai quali anche qui vanno aggiunti i precari; poi, lavoratrici e lavoratori del call center, dell’amministrazione e dell’informatica più di 1000 addetti a cui da tempo si pensa di agevolare un futuro fuori da Alitalia e che, come tutti gli altri, in questi anni hanno vissuto precarietà, cassa integrazione, solidarietà, blocchi dei rinnovi contrattuali che, per altro, hanno determinato per tutte le categorie, nessuna esclusa, un costo del lavoro più basso mediamente del 30% di quello di qualsiasi addetto, pari qualifica, di qualsiasi compagnia aerea europea." Per il sindacalista della CIGL la “nuova Alitalia” disegnata dall’offerta AF-KLM risulterebbe avere circa 13.000 addetti, "in forza ad una Compagnia aerea che dovrebbe competere in un mercato dalla concorrenza esasperata, con precise condizioni imposte." Secondo Rossi dati inconfutabili dimostrerebbero che "la remunerazione vantaggiosa del capitale è sicura in alcuni segmenti di attività, meno in altri, e specificamente nel Lungo Raggio e nella manutenzione dalla più alta caratteristica di specializzazione e professionalità, a patto che accanto a questi segmenti funzioni alla perfezione il resto della filiera produttiva tipica del trasporto aereo." Dunque "lo scenario dell’offerta AF prevede che l’aumento in flotta di aeromobili di Lungo raggio, da subito ridotta di tre unità su 23 disponibili, sarebbe possibile in ordine di un (1) aeromobile all’anno dal 2009 o 2010 (una flotta appena sufficiente sarebbe prevista dal 2022 in poi !) a due precise condizioni : due SE. SE le condizioni di mercato lo richiedono; SE la cassa AZ avrà le risorse necessarie." Per Rossi gli utili necessari a soddisfare una delle condizioni poste, "si dovrebbero produrre competendo con successo, nel mercato di medio raggio, con la flotta più antieconomica d’Europa. Nello stesso mercato dove la concorrenza dell’alta velocità su ferro sarà sempre più presente e dove, nel nostro Paese, a differenza di ciò che accade nel resto d’Europa, le compagnie Low Cost hanno quasi il 30% del mercato." "Tornando al primo SE;" prosegue il comunicato, "la valutazione delle condizioni di mercato per decidere gli investimenti, ad esempio in flotta, da chi sarebbero decisi? Perché la manutenzione che si ritiene una zavorra antieconomica in Alitalia è ritenuta un valore negli stabilimenti di Parigi o di Amsterdam? Perchè il Revenue management (informatica) che in Alitalia deve essere al più presto esternalizzato, proprio come chiedeva il Sig Cimoli, è ritenuto un organo vitale da tenere a Parigi. Perchè il Capo cabina dell’equipaggio degli assistenti di volo è considerata una figura da eliminare in Alitalia ed un valore irrinunciabile a Parigi ed Amsterdam. Perchè il Cargo è ritenuto insostenibile a Roma ma, degno di investimenti a Parigi."
"Sarebbe il caso di lasciare finalmente spazio alla verità," ha proseguito Rossi. "Sarebbe il caso di riconoscere al sindacato il merito di salvaguardare interessi da altri dilapidati. Sarebbe il caso di portare rispetto a quei lavoratori che oggi vengono strumentalizzati. Sarebbe il caso di riconoscere che oggi in Italia c’è un Sindacato che non abdica al proprio ruolo a differenza di altri. Sarebbe il caso di comprendere che qualcuno aveva decretato per alcune migliaia di lavoratori l’immediata espulsione dall’azienda e per parte di questi dal mondo del lavoro, e che, per altre migliaia, lo stesso destino sarebbe stato garantito come una bomba ad orologeria."
"Naturalmente a queste condizioni," continua Rossi, "un colosso europeo avrebbe definitivamente acquisito il mercato italiano. Il nostro Paese avrebbe perso l’intera industria del trasporto aereo moltiplicando esponenzialmente le ricadute negative e le crisi occupazionali, non solo a Malpensa Napoli e Fiumicino ma su tutto il territorio italiano." Per il sindacalista "Chi ha interesse ad acquisire il controllo di una grande azienda italiana, l’ Alitalia, deve avere rispetto per il lavoro, oltre che dell’industria italiana del trasporto aereo. Se questa dovesse essere AF che sia la benvenuta, se è in grado di dare prospettive ed è disponibile a confrontarsi con questo sindacato."
"In questa vicenda non ha importanza la nazionalità, ha importanza il rispetto e la serietà;" sottolinea Rossi. "Ciò che conta è garantire una prospettiva industriale, una crescita profittevole che remuneri il capitale investito. Accettare il rischio calcolato di un investimento, in una industria che cresce a ritmi sostenuti in tutto il mondo, in una azienda che, auspicabilmente, a breve si libererà dall’abbraccio soffocante di una inadeguata politica italiana che per la storia ultradecennale della compagnia non ha avuto colori bianchi neri o rossi ma, solo quelli grigi della lottizzazione e del clientelismo."
Per Rossi i contenuti della proposta unitaria sindacale consegnata al tavolo "cercavano risposte a queste esigenze. Abbiamo preso atto che il Presidente Spinetta ha dichiarato di non avere mandato a negoziare e che, il Presidente Prato per Alitalia e il presidente Dettori per Fintecna (che dipendono entrambi dal Ministero dell’economia) hanno dichiarato percorribile la proposta sindacale." "Il sindacato è e rimane disponibile, senza pregiudiziali, al confronto," continua Rossi. "Ben venga AF-KLM se avrà compreso il contesto. Pronti ancora una volta a fare la nostra parte. Con il consenso di lavoratrici e lavoratori, di tutte le lavoratrici e lavoratori senza escludere nessuno. Siamo pronti, succede da 10 anni." "Il Lavoro è disponibile a mettere in campo ulteriori sacrifici, riorganizzazioni, riconversioni, eventuali gestioni di esuberi transitori e non, e tutto quanto sarà ritenuto necessario," conclude Rossi, "ad una condizione però: che valga al vero e non più rinviabile rilancio del Gruppo Alitalia."
Redattore : Carlo Dedoni Fonte della notizia : FILT CIGL |








