| Alitalia: terminato il confronto a Palazzo Chigi |
| Wednesday 17 September 2008 | |
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Si è tenuta questo pomeriggio la riunione tra Governo, CAI e sindacati in cui si è discusso sul salvataggio della compagnia di bandiera. Presente anche Roberto Colaninno, presidente di CAI, che nel suo discorso ai sindacati ha ribadito che se entro domani alle 15 e 50 non arriverà la firma, CAI ritirerà la propria offerta. Colaninno ha anche messo a disposizione anche il 7% dell'utile netto della nuova compagnia che andrà ripartito tra i lavoratori (45% ai piloti, 30 agli assistenti di volo e 25% agli altri lavoratori della compagnia).
La CISL ha dato la sua disponibilità a firmare da subito, il segretario
Raffaele Bonanni ha dichiarato in conferenza stampa che lo avrebbe
fatto anche con Air France. Sempre durante la conferenza stampa Bonanni ha invocato la responsabilità e il buon senso di piloti e a tutti i naviganti.
Anchel'UGL si dice pronto a firmare, lo ha dichiarato in conferenza stampa la segretaria Renata Polverini, che ha espresso la propria soddisfazione per aver ottenuto l'invariabilità delle retribuzioni e il salvataggio dal licenziamento di altri 1000 lavoratori. Per Polverini manca una alleanza internazionale che dia prospettiva di sicurezza a CAI e interrompa la polemica sulle rotte intercontinentali. Per Polverini i lavoratori di Atitech e del cargo non devono preoccuparsi perchè è stata trovata una soluzione, anche se appare più problematica. Anche la polverini ha chiesto ai piloti maggiore senso di responsabilità. Per la CGIL ci sono degli spiragli ma al moemnto non ci sono le condizioni per firmare nessun accordo. Secondo Fabrizio Solari ha poco senso continuare a chiedere tempo, ma serve allargare il più possibile il consenso dei lavoratori. Il segretario della CGIL afferma che si possa trovare un accordo dando la piena disponibilità a trattare e a percorrere "l'ultimo miglio". Solari ha ribadito l'impegno nelle prossime 24 ore a trovare un punto di equilibrio.; il segretario CGIL ha anche dichiarato che l'offerta del 7% degli utili non deve essere un "surrogato di salario", non ci sarebbero invece problemi qualora il 7% fosse un surplus per lo stipendio.
Per Fabrizio Tommaselli, coordinatore di SDL, la sensazione è un comportamento duro "ai limiti dell'arroganza" da parte di CAI. Per SDL non è mai esistita trattativa, è stato chiesto un consenso per un documento mai consegnato. Per SDL la stessa gestione del Governo non è stata di aiuto per i lavoratori e per i sindacati. Tommaselli fa un appello a CISL UIL e UGL perchè non si firmino i contratti senza trattare.
Fabio Berti, presidente di ANPAC, esordisce sottolineando come si stia trattando con una parte del sindacato confederale che ha già detto si e con l'azienda tecnicamente fallita, consapevoli che la sopravvivenza economica delle famiglie dei lavoratori dipende dall'esito di questa vertenza. Berti ha affermato che, nonostante le aperture dimostrate nella ricerca dei consensi dei lavoratori, nell'ottica del presidente di CAI le associazioni professionali non devono esistere, perchè i lavoratori sono dipendenti dell'azienda e non delle associaizoni. Per ANPAC sul tavolo non c'è solo un piano industriale di Alitalia o una strategia per portare l'azienda a fare profitto, ma c'è un piano di governance che vogliono imporre ai lavoratori; per Berti c'è un forte pregiudizio verso le associazioni preofessionali, nelle quali si indentifica l'80% dei piloti. Per ANPAC è grave che la riunione si sia basata su un giudizio su una proposta basta su due documenti, dei quali uno è stato creato dai confederali, l'altro non è mai stato visto.
Berti si è detto pronto a discutere i contratti, ma nega che vi siano stati contatti e riunioni sui contratti, vi sono state solamente riunioni in cui sono state elencate le criticità.
Massimo Muccioli, presidente di ANPAV, parla di chiusura di CAI nella trattativa, ma si dice disponibile ad utilizzare tutto il tempo restante per cercare di modificare le cose che sono state discusse in tavoli in cui alcuni rappresentanti dei lavoratori non erano presenti. Anche Muccioli sottolinea come il secondo documento non si conosca ancora, ma che al momento si sa solo che questo documento dovrebbe contenere le linee guida dei contratti di lavoro. Per Muccioli non c'è certezza che verranno tutelati i salari in favore di un aumento di produttività e queste ultime ore serviranno per capire quali decisioni dovranno essere prese
Antonio di Vietri, presidente di AVIA, parla di documento "fantasma", mettendone in dubbio la stessa esistenza. Il presidente di AVIA sottolinea come non siano giunte risposte alle domande sul numero di esuberi e sui salari. Di Vietri accusa un tentativo di voler marginalizzare le associazioni professionali, mentre l'unica compagnia aerea italiana che fa utili, Air Dolomiti, ha negoziato proprio con le associazioni il rinnovo contrattuale.
Massimo Notaro, presidente di Unione Piloti, non capisce il piano industriale che vede l'unione di due compagnie per un totale di 237 aeroplani, di cui solo 153 verrebbero tenuti da CAI, mentre 84 verrebbero fermati. E' inspiegabile, afferma Notaro, perchè sono solo 29 gli aerei che andrebbero a sovrapporsi nelle linee comuni di Alitalia e Air One, mentre gli altri 55 verrebbero fermati, scoprendo rotte e frequenze, e lasciando spazio alle low cost che spolperebbero il mercato.
Per il presidente di UP è incomprensibile anche il perchè, nonostante i rappresentanti dei piloti si siano sfrozati a dare la disponibilità a firmare un contratto di una grande comagnia (lufthansa o Air France) con una riduzione salariale, CAI non abbia accettato definendo Lufthansa e Air France pessime compagnie. Per CAI queste compagnie non funzionerebbero bene proprio perchè i piloti sono rappresentati fortemente dalle associaizoni professionali. Le associazioni professionali rappresentano quasi l'80% dei piloti Alitalie Air One le la quasi totalità degli assistenti di volo, secondo Notaro ci sarebbe il rischio di esportare questo modello di relazioni industriali ad altre realtà, creando un'Italia rappresentata dal mondo confederale, anche laddove esso non rappresenti effettivamente una determinata professione. Unione Piloti ha ben chiaro quali siano le responsabilità di questa situazione, che non devono essere attribuite ai lavoratori, già dal 2003 l'associazione dei piloti aveva pubblicato un documento in cui illustrava la gravità delle condizioni di Alitalia. Notaro si è appellato anche a Silvio Berlusconi, affermando che le associazioni professionali non sono manovrate politicamente ma sono mosse solo dall'interesse dei loro associati. L'altra grande perplessità di Notaro è il numero di piloti che verranno tenuti da CAI, sui 2550 attualmente in servizio solo 1550 piloti verrano assunti nella nuova compagnia, mentre Air France per un minor numero di aerei (137) ne avrebbe assunti 1600. Notaro si chiede come sia possibile far volare 153 aerei di 7 differenti modelli con 1550 piloti e su questa base esprime dei dubbi sull'effettiva solidità del piano. Mille piloti per Notaro non sono trattabili, non c'è nessuna soluzione che si possa intraprendere, per il sindacato dei piloti non si possono mandare a casa due piloti su cinque, non sarebbe accettato dagli stessi assocaiti. I Piloti avrebbero proposto a CAI di tenere i piloti in esubero a carico delle stesse associazioni attraverso contratti di solidarietà e part-time, ma il presidente Colaninno avrebbe negato anche questa opzione. Notaro esprime un dubbio sulla vera prospettiva di crescita della compagnia, perchè c'è un eccessivo arretramento sul mercato in favore delle low cost, affermando che non c'è stata trattativa sul piano ma un muro sul quale ci si è scontrati.
"Il 7% dei piloti in più, non vogliamo il danaro," ha concluso il presidente di Unione Piloti. Redattore : Carlo Dedoni
Fonte della notizia: www.governo.it - Conferenza stampa incontro Governo -Sindacati
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