Aermacchi MB339
Scritto da Steve "Snap-On"   
Wednesday 25 March 2009


Lo sviluppo nell’MB339

Verso la metà degli anni Settanta in Macchi si decise di sviluppare un più moderno successore del 326 e il nuovo progetto venne denominato MB-339. Questo modello, pur conservando l'impostazione di base del precedente, ne rappresentava una significativa evoluzione.
 
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 Il prototipo del MB339 con le marche civili I-NOVE
 
Il primo dei due prototipi del MB339 fu portato in volo il 12 agosto 1976 dal Comandante Franco Bonazzi mentre il secondo volò solo il 20 maggio dell'anno seguente. Un terzo esemplare venne assemblato per le prove statiche e di fatica. Il nuovo aereo della Macchi era già stato ordinato dall'Aeronautica Militare per l'addestramento basico avanzato e il primo esemplare di produzione del MB-339A ebbe il battesimo dell'aria il 20 luglio 1978. Poco più di un anno dopo, l’8 agosto 1979 i primi due aerei del lotto di 100 esemplari richiesto dall'AMI, giunsero per le prove di valutazione al Reparto Sperimentale di Volo di Pratica di Mare. Le consegne ebbero inizio nel febbraio 1981 al 14° Stormo di Pratica di Mare che iniziò ad utilizzare i velivoli nella funzione di velivoli Radiomisure. Nell’aprile del 1981 gli MB-339A iniziarono  l'attività presso la SVBAA (Scuola Volo Basico Avanzato Aviogetti) a Lecce-Galatina. L’anno seguente venne  deciso di riequipaggiare il 313° Gruppo AA, la  Pattuglia Acrobatica Nazionale delle Frecce Tricolori con un'apposita versione dell'aereo, denominata MB339PAN, in sostituzione dell'ormai vetusto  Fiat G-91.
 
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Un MB339PAN in manutenzione presso il Centro di manutenzione del 313° Gruppo AA di Rivolto
 
Il primo velivolo della versione PAN, non era un aereo nuovo ma uno dei primi esemplari della preserie costruttiva  e, a parte l'installazione degli impianti fumogeni e dei relativi serbatoi, il velivolo era sostanzialmente identico alla variante di serie e ne conservava tutte le caratteristiche operative.
L'ordinativo dell'Aeronautica Militare aveva assicurato il successo di base al nuovo aereo e la risposta del mercato internazionale non si fece attendere molto. Il primo cliente fu l'Argentina che, nel 1980, ordinò dieci esemplari dell'MB-339A da destinare all’Aviazione della Marina. Nel 1982 cinque di questi velivoli vennero impiegati come assaltatori nel conflitto delle Falkland-Malvinas.
Seguirono il Perù con sedici MB-339A consegnati a partire dal settembre 1981 e utilizzati sia come addestratori che per operazioni di supporto tattico, la Malesia con 13 esemplari, la Nigeria e il Ghana rispettivamente con 12 e 4 velivoli e Dubai, che in tre ordini successivi, ricevette in totale 6 esemplari.
 
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Uno dei velivoli MB339A dell’Armada Argentina recuperato alle Falkland-Malvinas  ed esposto presso il museo della Royal Navy di Yeovilton.
 
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MB339A della Fuerza Aerea del Perù sulla linea di volo a Las Palmas
 
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L’ultimo velivolo MB339A consegnato all’Aeronautica della Malaysia
 
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Uno dei velivoli operanti con l’aeronautica di Dubai

La variante successiva fu l’MB339K monoposto, che volò per la prima volta il 30 maggio 1980. Del predecessore conservava la struttura e la configurazione generale, nonché il motore Rolls Royce Viper 632-43 da 1815 Kg di spinta. Le differenze sostanziali erano nella parte anteriore della fusoliera che ospitava all'interno due cannoni da DEFA 553 da 30 mm, nell'avionica e nell'equipaggiamento di bordo modificati per i nuovi compiti: addestramento operativo, appoggio tattico e attacco al suolo. L'armamento esterno era previsto in 1.800 kg di carico bellico suddiviso su sei piloni alari e prevedeva numerose combinazioni di razzi, bombe, missili e pod con cannoni da 30mm e mitragliatrici .
La nuova versione del velivolo venne battezzata Veltro II° in onore del precedente velivolo di costruzione Macchi con lo stesso nome, l’MC205. Il velivolo venne presentato e interessò numerosi paesi, già clienti della versione biposto, ma nessun ordine, a parte la licenza di costruzione affidata al Perù, venne realizzato.
 
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Il prototipo del MB339K Veltro II con marche civili I-BITE ripreso in atterraggio

Lo sviluppo del velivolo proseguì con la realizzazione di una nuova versione biposto, sostanzialmente modificata nell'avionica e negli impianti denominata MB-339C. Il primo esemplare uscì di fabbrica nell'ottobre 1988 e venne portato in volo  il successivo 8 novembre dal Comandante Riccardo Durione. Il primo ordine per 18 esemplari venne fatto dall’aeronautica militare della  Nuova Zelanda nel maggio 1990, con la consegna dei primi esemplari a partire dall'aprile 1991.

 
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Il prototipo della versione MB339C presentato al salone aerospaziale di Farnborough nel 1990
 
Nella Royal New Zealand Air Force, questi aerei sostituirono gli addestratori di origine britannica Bae 67 Strikemaster. Altri acquirenti di questa versione sono stati l’aeronautica militare dell’Eritrea con 6 unità e, più recentemente, la Malesia con 18 velivoli. Il Venezuela ordinò 8 velivoli, ma l’ordine venne poi cancellato.
 
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Attività operativa dei MB339C dell’Aeronautica Militare Neozelandese. 
 
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Uno degli MB339C forniti alle forze aeree dell’Eritrea in fase di collaudo a Venegono. Questi velivoli vennero impiegati nel conflitto contro l’Etiopia.
 
La variante finale fu la MB-339CD, il cui prototipo volò il 24 aprile 1996. Questa versione era caratterizzata, oltre che dall'adozione di un motore Rolls Royce Viper 680 da 2080 Kg di spinta, da una sostanziale revisione dell'avionica e della cabina di pilotaggio che diventava interamente digitale con tre schermi multifunzione e dotato di due Head-up Display  (HUD) per entrambe i piloti.
Questo aggiornamento, oltre ad assicurare maggiore potenzialità nel ruolo di attacco al suolo, ha ulteriormente proiettato in avanti le capacità di addestramento, introducendo il concetto di “leading in flight”. Un primo prototipo fu inviato a  Pratica di Mare, dove fu avviata la fase dei collaudi operativi.
L'Aeronautica Militare italiana ordinò un primo lotto di 15 esemplari, consegnati tra il dicembre 1996 e la primavera 1998. Un ulteriore ordine venne fatto nel 2002 per un secondo  lotto di  15 velivoli. In questo caso non si trattava di velivoli completamente nuovi, ma di cellule della versione A con basso numero di ore di volo e di cicli operativi.
 
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Un MB339CD dell’AMI in carico al 36° Stormo di Gioia del Colle nella funzione di intercettore di velivoli “Slow Motion”
 
Dall'MB-339CD è stata derivata una versione da esportazione, sostanzialmente analoga, caratterizzata dalla sigla FD (Full Digital). Nell'aprile 1997 l'Aermacchi aveva raggiunto il significativo traguardo di 200 velivoli consegnati.
Attualmente la società Aermacchi ha offerto ai clienti che dispongono ancora di velivoli delle versioni iniziali, dei programmi di aggiornamento e di ricondizionamento, in maniera tale da poter permettere al velivolo di poter operare ancora per numerosi anni.
 
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Uno dei pochi MB339PAN che ha già terminato la sua carriera è stato donato dall’AMI al museo della portaerei Intrepid di New York.
 

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Un altro MB339PAN che opera adesso presso la 651°Squadriglia Collegamenti di Istrana