I Rumori
Thursday 23 October 2008

Di Andrea "Aeb"  

Solitamente, alla base di un approccio ansioso nei confronti dell’aereo vi è una spiccata tendenza al controllo. Questa tensione è messa a dura prova durante tutto il volo, sin dal momento del decollo fino a quello in cui si atterra, da una serie di condizioni che si verificano all’interno dell’aereo. In particolare, tra queste condizioni che suscitano notevoli stati di allerta in chi ha paura di volare, vi sono i rumori e l’incapacità di interpretarli correttamente, che diventa fonte di notevole frustrazione e quindi di aumento dell’ansia da volo.
Accade, infatti, che ogni piccolo segnale sonoro, da una chiamata proveniente dal cockpit, al rumore emesso dall’improvviso accendersi del segnale di cinture allacciate,  ad un qualsiasi altro rumore generato dalle funzionalità meccaniche ed elettroniche dell’aereo, viene interpretato in un’unica direzione: come un avviso di sciagura imminente.

Il primo “passo falso” commesso da chi vive il volo con tensione è, dunque, anche il più importante: dimenticarsi che qualunque oggetto tecnico, quando funziona, produce rumore; che sia un motore per tosaerba, un frullatore, un jet o qualsiasi altro meccanismo di nostra conoscenza, tutte le volte che l’oggetto viene acceso e comincia a funzionare, diventa rumoroso.  E l’aereo non si sottrae a questo meccanismo: quando funziona, produce rumori. O più esattamente, ognuno degli apparati che compongono l’aeroplano, quando funziona o si attiva, contribuisce al rumore complessivo.
Ma, come ormai sappiamo bene, mentre ben poche persone temono la lavatrice, il tosaerba o l’automobile, l’aereo e i suoi rumori fanno molta paura.

L’idea di inserire un capitolo dedicato ai rumori nella nostra Enciclopedia nasce proprio dalla convinzione che sia utile dare a chi vola con disagio una serie di strumenti e di nozioni necessarie al fine di crearsi un sistema più efficace ed equilibrato di decodifica di tutti quei rumori che l’aereo produce nel suo normale ciclo di lavoro riconducendoli a manovre che sono del tutto fisiologiche e consuete all’interno di un volo.

Di seguito, una serie di esempi che ci permetteranno di collocare nel loro giusto posto tali suoni.

1. I motori costituiscono l’apparato propulsore dell’aereo. Oltre a generare la spinta, forniscono energia ai diversi impianti che fanno parte del velivolo. I motori di un aereo funzionano come quello di un’auto: non vanno sempre al massimo dei giri. Una volta che l’aereo s’è staccato dalla pista ed ha raggiunto una determinata velocità e quota, è normale che la potenza venga ridotta e che il rumore diminuisca, fin quasi a far pensare che i motori siano stati spenti.

E’ dunque errato pensare, come spesso accade,  che l’attenuazione del rumore dei motori dopo il decollo sia indicazione di un malfunzionamento degli stessi.
E’ bene sapere, però, che anche durante la fase di crociera, in cui generalmente il motore è a regime ridotto, il tanto sufficiente per dare la spinta minima a garantire il mantenimento di una certa velocità, può succedere che il rumore dei motori aumenti improvvisamente d’intensità.
Questo accade perché in aereo, come in automobile, la necessità di adeguare la potenza erogata alle condizioni del momento è continua (per contrastare vento contrario, per salire o scendere di quota, etc.)

Quello che sta accadendo è, dunque, nulla più che una corretta gestione dell’aereo da parte dei piloti, che conducono il mezzo in base alle condizioni in cui esso si muove, cioè – perdonate la semplificazione – premendo sull’acceleratore solo quando è necessario.

Provate, su un’automobile in marcia, a concentrarvi sul rumore del motore: è sempre lo stesso? Risposta esatta: no.

2.Nel repertorio dei “rumori ansiogeni” un altro dei classici è il rumore che si avverte una decina di secondi dopo il decollo o poco prima dell’atterraggio. Nulla di cui preoccuparsi: è semplicemente il carrello che viene ritratto (o esteso, nel secondo caso) e il portellone del vano che lo contiene che si chiude (o si apre). Questa operazione produce un rumore molto netto che viene avvertito soprattutto dai passeggeri che sono seduti in prossimità dell’ala.
Trattandosi di un sistema di parti in movimento, attivate da dispositivi a pressione d’olio, il rumore prodotto sembrerà provenire dalla stiva e sarà accompagnato da una variazione del rumore ambientale (il carrello estratto, provocando resistenza aerodinamica, determina di conseguenza una “rombosità” simile a quella che viene prodotta quando in auto si apre il finestrino a forte velocità).

3. Dopo il decollo, durante la fase di salita, e nel corso della fase di discesa ed avvicinamento, si percepirà un rumore che può essere parecchio differente a seconda del modello di aereo: è il suono emesso da due superfici mobili dell’ala, chiamate flaps e slats.
Si tratta di due “estensioni” aerodinamiche – le prime sul bordo posteriore, le seconde su quello anteriore - che servono ad aumentare la portanza dell’ala a basse velocità.
Trattandosi di dispositivi aerodinamici, producono sia un rumore diretto che un rumore indiretto: oltre a quello che si viene a determinare con il loro movimento, essi, al loro estendersi, producono una variazione del rumore emesso dall’aeroplano soprattutto in fase di atterraggio. Questo accade perché l’estensione, oltre al rumore, può produrre anche leggere vibrazioni dell’intera struttura.

4. Un altro dispositivo aerodinamico che produce un discreto frastuono è l’aerofreno. Si tratta di una superficie mobile il cui scopo è di incrementare la resistenza aerodinamica e quindi di assorbire energia, al fine di rallentare l’aereo o farlo scendere più velocemente.
Su aerei come i Boeing 737, l’estensione degli aerofreni è accompagnata da una evidente rombosità.

flaps_estesi.jpg

 Flaps e aerofreni estesi per l’atterraggio!

5. Durante la fase dell’atterraggio, chi affronta il volo con una certa dose di ansia rimane spiazzato dall’incremento improvviso e sensibile del rumore dei motori non appena l’aereo tocca terra.

A creare tale frastuono è il passaggio dei motori nella modalità “reverse thrust”: la spinta dei propulsori viene invertita, permettendo così una decelerazione più rapida e degli spazî di frenata minori: a tutto vantaggio della sicurezza, naturalmente.

trust_reverser.jpg

 Gli inversori di spinta in azione!


6. Ai rumori prodotti dall’aereo si aggiungono poi una serie di suoni prodotti dal personale di bordo. Li esaminiamo brevemente in quanto anch’essi sono spesso fonte di notevole ansia e inutili allarmismi. Quando i piloti dalla cabina di comando hanno bisogno di comunicare con gli assistenti di volo usano il “chime”. Esso produce una sorta di suono simile ad un blin blin che, nel linguaggio standard, significa che la procedura di decollo è terminata e gli assistenti di volo possono alzarsi per cominciare a svolgere le normali procedure di servizio.
Quindi non è sinonimo di nessuna criticità ma, al contrario, di stato di sicurezza.
Anche il dispositivo che ci avvisa che è necessario allacciare le cinture perché si sta per incontrare una turbolenza o perché si è in prossimità dell’atterraggio è annunciato con un suono, che serve proprio a richiamare l’attenzione dei passeggeri. Anch’esso, quindi, non è un modo per segnalare una situazione di pericolo bensì per aumentare la messa in sicurezza dei passeggeri.
Infine, spesso quando si sale sull’aereo e ci si dispone nei propri posti si avverte un ronzio che ci fa sembrare che i motori sono già accesi. In realtà è un motore ausiliario, detto APU, che viene messo in funzione per alimentare l’aereo quando è fermo e i motori sono spenti al fine di condizionarlo e in generale alimentare tutte le utenze.

Abbiamo quindi elencato i principali rumori che caratterizzano l’aereo. Oltre a conoscere la natura e la funzione di questi rumori, può essere utile anche ricordare che molti di essi possono variare molto d’intensità a seconda del tipo di aeromobile e del proprio posto passeggero.

Un passeggero seduto in prossimità dell’ala sentirà i rumori collegati all’estensione di flaps e slats in maniera molto più netta di chi si trova seduto in fila 1.

Analogamente se siete seduti in fila 30+ su un MD-80, avrete modo di apprezzare appieno il rotondo e musicale rombo dei JT8D (i motori montati su questo aeromobile), piacere quasi completamene precluso ai passeggeri che viaggiano nelle prime file.

Su aerei Airbus spesso capita di sentire un rumore, proveniente dalla stiva, che può somigliare a volte al latrato di un cane, a volte al rumore di un trapano.
Questo fenomeno si avverte all’accensione ed allo spegnimento dei motori ed è provocato da un sistema a pressione d’olio che, appunto, viene portato in pressione all’avviamento e “scaricato” allo spegnimento dei jet.

Per alcuni passeggeri questi rumori possono essere fastidiosi (distolgono la loro attenzione dalla lettura del giornale, dall’ennesimo sudoku o dalla relazione a cui stanno lavorando), per altri preoccupanti, per altri ancora una melodia.

Naturalmente queste riflessioni sono dedicate soprattutto alla seconda categoria, ovvero quelli che trovano nei rumori a bordo una fonte di alimentazione della propria ansia.

Quello che dobbiamo però cercare di fare, grazie anche all’ausilio di una conoscenza più approfondita dell’origine di questi rumori, è rovesciare la prospettiva: essi sono un segnale del fatto che l’aereo sta operando correttamente ed in sicurezza.

I flaps si estendono, i motori girano, variano regime e rispondono ai comandi del pilota, il carrello si ritrae dopo il decollo e scende prima dell’atterraggio: esattamente come sono progettati e costruiti per fare.

Allo stesso modo, se voi vi trovaste all’interno del cockpit ad osservare le manovre, scoprireste quanti altri rumori (improvvisi, acuti, associati a luci rosse gialle e blu) accompagnano le normali operazioni: segnali morse dei radiofari, bip-bip di un marker che avvisa del corretto allineamento con la pista, luci di avviso e warning per ogni operazione, voci automatiche che “chiamano” la quota in avvicinamento, il suono sordo del trim elettrico che corregge automaticamente piccole variazioni di assetto...

Ognuna di queste operazioni genera un rumore. E questi rumori fanno parte della normale vita a bordo di un aeromobile. L’unico momento in cui un aeroplano è silenzioso, è quanto è spento e passa la notte parcheggiato dentro l’hangar.

 
 
 
 
Il presente documento è proprietà riservata de www.ilvolo.it. E’ vietata ogni riproduzione anche parziale o utilizzo senza il relativo consenso dei proprietari.





Hai trovato interessante questo articolo? Segnalalo!
Digg!Del.icio.us!Google!Facebook!Technorati!Furl!Yahoo!