Le Turbolenze
Scritto da Andrea "Alpha Papa"   
Friday 19 December 2008
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Nella mia esperienza di pilota di aerei da turismo, ma anche in quella di passeggero su voli di linea ho incontrato turbolenze di ogni tipo ed intensità. Il fatto che sia ancora integro e sia qui a raccontarlo, dimostra che evidentemente la turbolenza in volo non è niente di pericoloso nè per l’uomo nè per la macchina.

Ammetto che il fenomeno possa risultare fastidioso, ma non lo è molto di più del percorrere una strada sterrata con un fuoristrada o con una mountain bike.


Cosa sono le turbolenze
 
La turbolenza, non è nulla di più che aria che si sposta. Un fenomeno naturale, dunque, che può avere molteplici cause: esistono le turbolenze che si verificano vicino al suolo o a bassa quota, causate da fenomeni di diseguale riscaldamento del terreno o quelle generate dall’ostacolo che edifici alti o montagne possono rappresentare rispetto al vento; possiamo avere turbolenze in quota, causate dall’ incontro fra masse d’aria con diverse caratteristiche morfologiche; e ci sono quelle causate da fenomeni meteorologici in atto.
Un fattore molto importante è rappresentato dalle correnti di aria calda (che sale in alto) e di aria fredda (che tende verso il basso) prodotte dal  riscaldamento del suolo (o del mare). Lo stesso fenomeno accade in quota, dove masse d’aria calde e umide generano correnti ascendenti/discendenti quando si incontrano con masse d’aria più fredde e secche.
Questi fenomeni, spiegabili facilmente dalle leggi termodinamiche, prendono il nome di “moti convettivi”; se il velivolo su cui ci troviamo incrocia questi movimenti d’aria, avvertiremo turbolenza. Questo è il vuoto d’aria: l’incontro dell’aeroplano con una corrente discendente; ma per noi passeggeri la sensazione è quella di una perdita improvvisa di sostegno

In aviazione esiste anche una categoria particolare di turbolenza, definita wake turbulence (turbolenza di scia), che è causata dal moto del velivolo nell’aria e che si può avvertire intersecandone la rotta.
Il controllo del traffico aereo, a partire dal  tipo di aeromobili operanti nella zona, si occupa di mantenere le necessarie separazioni in distanza ed altezza proprio al fine di  evitare che un aereo subisca la wake turbulence di altri velivoli.


Come si possono prevedere e gestire le turbolenze?

Le cause di turbolenza sono tutti fenomeni osservabili o prevedibili e, soprattutto, ci sono una serie di accorgimenti che ci permettono di evitarle o renderle meno fastidiose: se per esempio mi trovo ai comandi e vedo che la mia rotta incrocerà quella di un altro velivolo, posso aspettarmi di incontrare qualche saltello o decidere di salire leggermente di quota per evitare la turbolenza.
Se sto volando a bassa quota e mi sto avvicinando ad una zona collinare, so che posso aspettarmi delle correnti d’aria e conseguenti zone di turbolenza (e quindi agire per allontanarmi in altezza o in distanza dalla possibile turbolenza).
In aggiunta a questo, non dimentichiamo che, prima di essermi messo ai comandi avrò letto attentamente le carte e i bollettini meteo e mi sarò fatto un’idea molto precisa di cosa potrei trovare una volta in volo (eventualmente decidendo di modificare la rotta in modo da restare lontano dalle zone turbolente). Infatti la tecnologia fornisce un importante supporto all’aviazione permettendo di informare in anticipo l’equipaggio in merito al tempo previsto alla partenza, all’arrivo e durante la rotta; non pensate però a previsioni del tempo come quelle che si vedono in televisione: si tratta di bollettini codificati, che contengono informazioni specifiche per il volo e che vengono aggiornati in continuazione. Essendo poi bollettini a breve termine, l’affidabilità della previsione è elevatissima.
Oltretutto, a differenza di chi va in vacanza nel weekend affidandosi alle previsioni televisive, chi conduce il volo è sempre in contatto radio con gli enti di controllo.
Se ci fosse una sostanziale variazione delle condizioni meteorologiche, i piloti ne sarebbero immediatamente informati oltre che dal radar meteo di bordo anche dagli enti di terra o da altri piloti.
Inoltre se il radar meteo di bordo non dovesse funzionare , c’è sempre la possibilità di essere guidati dal controllo di terra in modo da aggirare la zona di maltempo.
 
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Le turbolenze durante il volo

Come mai, vi chiederete, nonostante tutta questa tecnologia e questa preparazione da parte dei piloti, nei nostri voli incontriamo turbolenze?
Innanzitutto dobbiamo pensare al trasporto aereo come ad un servizio pubblico, con il quale siamo trasportati da A a B nel tempo stabilito secondo gli orari pubblicati. Ne consegue che deviare dalla rotta prefissata comporta un ritardo ed un maggior costo (maggior carburante speso, maggior tempo di impiego dell’aereo, etc.). Quindi, se non c’è effettiva necessità ,si evita di modificare rotta; certi che, la persona che per lavoro deve essere condotta a destinazione entro l’ora stabilita preferirà sopportare la turbolenza, pur di non dover subire un ritardo; allo stesso modo chi va in vacanza preferirà stringere la cintura e aspettare che passi, piuttosto che perdere la coincidenza e doversi arrangiare, sostenendo costi extra per un taxi, un’auto a noleggio, un nuovo biglietto, pernottamenti non pianificati o disagi simili.
In fondo, come ho detto, se il pilota sceglie di affrontare la turbolenza, ciò avviene perché evidentemente essa è accettabile sia dai passeggeri che dalla macchina (che è progettata per resistere a scossoni ben più forti di quanto possa esistere in natura). Diversamente, non c’è assolutamente dubbio: si cambia rotta.
 
 
Cosa accade quando il nostro volo, finora tranquillo, incontra turbolenze?
 
Per prima cosa, si accenderà il segnale di cinture allacciate ed i passeggeri saranno invitati a sedersi ed allacciare le cinture e tutti i servizi di bordo (erogazione bevande, pasti etc.) saranno sospesi perché anche il personale di cabina deve star seduto con le cinture allacciate
Ricordate! Le cinture devono essere allacciate e strette sufficientemente per tenere il corpo ben aderente ed appoggiato al sedile; non devono mai essere lente o strette da soffocare: giusto quanto basta a trattenerci seduti.
Provveduto a questo, si può continuare a leggere, a dormire, a chiaccherare finché passa; l’unica cosa che non serve, in turbolenza come in aria calma, è preoccuparsi o spaventarsi: tanto non accade nulla di pericoloso
Se proprio la turbolenza risultasse fastidiosa, chiudere gli occhi o fissare un punto lontano, in fondo alla cabina passeggeri, può aiutare a far passare la sensazione sgradevole.
Se sentite scricchiolii o vedete le ali flettersi, non c’è nulla di cui preoccuparsi; essendo progettata per resistere a questi fenomeni naturali, la struttura dell’aereo è dotata di una sua elasticità, che le permette di opporsi alle sollecitazioni esterne senza rompersi o subire danni strutturali

Tutto considerato, la turbolenza è solo aria che si sposta!
 
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