| ANPAC - UP: nessun vero rilancio per Alitalia senza apporto dei piloti |
| Friday 23 January 2009 | |
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La preoccupazione più grande, si legge in un comunicato di ANPAC e
Unione Piloti, che accompagnia i piloti accompagna da ancor prima
dell’inizio della vicenda Alitalia-CAI riguarda la capacità di
sopravvivere alle sfide del mercato della compagnia di bandiera.
"Purtroppo gli aeromobili sono desolatamente vuoti," afferma il comunicato delle due associazioni professionali, "anche su quelle direttrici dove storicamente volavano strapieni: patiamo una disaffezione che nulla ha a che fare con la crisi, giacchè i nostri competitori al contrario volano pieni." Secondo ANPAC e UP questo dovrebbe essere il pensiero dominante anche nella mente dei nuovi proprietari di Alitalia; "dovrebbe ma non sembra essere," sottolinea la nota. "Si creano quotidianamente motivi di scontro con i piloti," denunciano le associazioni, "e purtroppo a nulla pare valere la pace che ci siamo unilateralmente imposta, con grande senso di responsabilità, negli ultimi mesi."
"I nostri sforzi vengono ignorati;" prosegue il comunicato, che denuncia un "atteggiamento incomprensibile" ancor più perché oggi il danaro investito in Alitalia appartiene a privati.
"Come si può pensare di gestire una azienda di servizi, una compagnia aerea, senza la collaborazione dei propri piloti? Davvero ci si vuole portare ad una scontro?" Si domandano ANPAC e UP, secondo cui sarebbe "doveroso, intelligente e produttivo ricercare ragioni di condivisione con l'obiettivo comune di rilanciare Alitalia e non creare motivi di conflitto. Resisteremo ancora alle provocazioni ma tutto ha un limite. Gli Italiani sappiano che se si arriverà ad una reazione dei piloti di certo sarà per volontà di Alitalia e sarà perché ci avranno costretti."
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