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Gli aspetti pratici del viaggio
Scritto da Claudia "Bacione"   
Saturday 02 May 2009
Gli aspetti pratici del viaggio

Viaggiare in aereo è una situazione che talvolta può creare qualche dubbio anche in chi non ha paura di volare. Che sia per poca o nulla esperienza, che sia per paura del volo, che sia semplicemente perché all'improvviso viene un dubbio anche al viaggiatore più esperto, ci sono varie domande che possono presentarsi più o meno inaspettatamente.

Questo documento ha pertanto lo scopo di riunire una serie di informazioni e suggerimenti su tutti gli aspetti del viaggio, dal momento in cui lo si decide, a quali documenti sono necessari, a come abbigliarsi e fare la valigia, a cosa si deve fare in aeroporto prima di partire, alla fase di volo, all'arrivo nell'aeroporto di destinazione. E' un documento pensato in primo luogo per chi ha paura di volare, dal momento che anche domande semplici possono generare ulteriore ansia in chi già non è sereno all'idea di prendere un aereo; ma è rivolto comunque a tutti i viaggiatori, che potranno trovare spunti utili nel testo e nei link proposti.

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INDICE

 

  1. Documenti: carta d'identità o passaporto. Eventuale visto.
  2. Preparare il viaggio: conoscere la destinazione e pianificare il viaggio.
  3. Preparare i bagagli.
  4. Da casa all'aereo.
  5. Dentro l'aereo e durante il viaggio.
  6. All'arrivo.
  7. Considerazioni finali
 

 

1. Documenti: carta d'identità o passaporto. Eventuale visto.

Documenti necessari - Carta d'identità valida per l'espatrio o passaporto?
Per prendere un aereo in Italia (voli nazionali) è necessario avere con sé un documento di identità (carta d'identità, passaporto, patente di guida formato carta di credito, tessera di riconoscimento). Non è possibile viaggiare senza un documento, nemmeno nei voli nazionali.

Se invece si è diretti fuori dall'Italia (voli internazionali), bisogna avere la carta d'identità oppure il passaporto: la carta d'identità valida per l'espatrio permette di recarsi nei paesi indicati in questo elenco; per tutti gli altri paesi ci vuole il passaporto, che naturalmente va bene anche per andare nei paesi per i quali basta la carta d'identità.

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Visti
Alcuni paesi stranieri richiedono un'autorizzazione preventiva all'ingresso, cioè un visto. Il visto viene perciò rilasciato dall'autorità del paese dove si vuole andare e va richiesto all'ambasciata o al consolato di quella nazione. A questo link è disponibile l'elenco delle ambasciate e consolati stranieri in Italia con l'indicazione dei recapiti e dei siti internet, dove si potranno trovare le informazioni relative ai casi di obbligatorietà di visto e le informazioni per la richiesta (moduli, foto, costo, orari degli uffici).

 

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Viaggi negli USA
Attualmente gli Stati Uniti non richiedono visto per i cittadini italiani che si recano per turismo negli USA per un periodo massimo di 90 giorni; tuttavia, a partire dal 12 gennaio 2009, è necessario ottenere il visto ESTA prima di partire: in questo sito ci sono tutte le informazioni in italiano e il link al sito ESTA.

 

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Come e dove richiedere la carta d'identità
La carta d'identità si richiede al proprio Comune ed è valida per dieci anni; per avere tutte le informazioni per il rilascio bisogna quindi rivolgersi al comune di residenza. La carta d'identità può essere richiesta per persone da 15 anni in su; per i minorenni è necessario il consenso dei genitori. La carta d'identità è sempre valida per l'espatrio, perciò non c'è questa dicitura sul documento; se invece non è valida per l'espatrio, questo è specificato con la scritta “non valida per l'espatrio”.

 

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Come e dove richiedere il passaporto
Il passaporto va richiesto in Questura oppure, nelle grandi città, al Commissariato di Polizia di zona. E' inoltre possibile richiederlo tramite gli uffici postali. Tutte le informazioni necessarie per il rilascio del passaporto si trovano a questo link: http://www.poliziadistato.it/articolo/1087-Passaporto.

 

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La marca sul passaporto
Il libretto del passaporto vale dieci anni, ma se si vuole usare il documento per andare all'estero in stati per i quali il passaporto è obbligatorio (cioè quelli per cui non basta la carta d'identità) è necessario pagare una tassa annuale, che si compra dal tabaccaio. Se invece non si usa il passaporto per andare all'estero, oppure lo si usa per recarsi in paesi per i quali basta la carta d'identità, non è necessario mettere la marca sul passaporto.
Attenzione: la marca – che riporta la data in cui è stata stampata - vale un anno che si conta dalla data di rilascio del passaporto e non un anno a contare dalla data in cui si appone la marca sul passaporto. Esempio: passaporto rilasciato il 4 aprile 2006, non utilizzato nel 2007 e nel 2008 per andare all'estero in paesi nei quali basta la carta d'identità (quindi non era necessario mettere la marca), da usare nel 2009 per andare in un paese per il quale non basta la carta d'identità: la marca che si mette il 16 febbraio 2009 vale fino al 3 aprile 2009, la marca che si mette il 20 maggio 2009 vale fino al 3 aprile 2010.

 

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2. Preparare il viaggio: conoscere la destinazione e pianificare il viaggio.

 

Informarsi sulla destinazione prima di partire
Oltre alle informazioni fornite dalle autorità di ciascun paese (vedi voce “Visti”), il ministero degli affari esteri italiano cura un sito nel quale sono disponibili e costantemente aggiornate le informazioni utili per tutti i paesi del mondo, comprese quelle di tipo sanitario. Il sito è consultabile a questo link: http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/.

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Come leggere gli orari dei voli
Su tutti gli orari aerei l'ora di partenza e quella di arrivo sono sempre indicate come ora locale. Quindi, se è indicato ad esempio che un volo parte da Roma alle 9:00 e arriva a New York alle 12:00, significa che quel volo partirà quando a Roma sono le nove del mattino e arriverà quando a New York sarà mezzogiorno.

 

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Come calcolare la durata del volo
Poiché gli orari sono sempre indicati nell'ora locale dell'aeroporto interessato, per calcolare quanto dura effettivamente un volo è necessario sapere se la località di partenza e quella di arrivo sono nello stesso fuso orario oppure no, perché la differenza va conteggiata. In rete ci sono diversi siti che indicano i fusi orari delle varie località nel mondo: ad esempio si può consultare questo sito.

 

Se fra le due località c'è differenza di fuso orario, il calcolo va fatto confontando gli orari di partenza e di arrivo conteggiati facendo riferimento alla stessa località (quella di partenza oppure quella di arrivo).
Tre esempi:

  • Volo da Milano a Parigi, partenza alle 10:00 e arrivo alle 11.30: il volo dura un'ora e mezza perché Milano e Parigi sono nello stesso fuso orario.
  • Volo da Catania a Londra, partenza alle 13:25 e arrivo alle 15:15: fra Catania e Londra c'è un'ora di differenza (a Londra c'è un'ora in meno), perciò quando a Londra sono le 15:15 a Catania sono le 16:15; quindi il calcolo va fatto confrontando 13:25 con 16:15, cioè l'ora che sarà a Catania quando l'aereo arriva: il volo dura pertanto (16:15 – 13:25) = due ore e cinquanta minuti.
  • Volo da Roma a Tokyo, partenza alle 18:00 e arrivo alle 14:00: fra Roma e Tokyo ci sono otto ore di differenza (a Tokyo sono otto ore in più), perciò quando a Roma saranno le sei del pomeriggio, ora della partenza, a Tokyo saranno le due di notte dell'indomani. Confrontando le 02:00 e le 14:00 (cioè il momento della partenza e dell'arrivo espressi come ora di Tokyo), si ha che il volo dura dodici ore.

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Ma questa compagnia sarà sicura?
Gli aerei delle compagnie che non soddisfano i requisiti comunitari in materia di sicurezza non possono volare sui cieli europei, e perciò non possono né atterrare né decollare da un qualunque aeroporto italiano o comunitario. L'elenco di queste compagnie è contenuto nella cosiddetta “Black list”, che viene periodicamente aggiornata a livello europeo in base ai dati forniti dalle autorità nazionali per l'aviazione civile.

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Voli di linea e voli charter
I voli charter non sono differenti da quelli di linea per quanto riguarda gli aerei, ma solo per quanto riguarda il metodo di vendita dei posti. In pratica, una o più agenzie o tour operator compra l'intero aereo per il viaggio e poi rivende i posti a bordo, spesso insieme ad un pacchetto di soggiorno.
Ci sono compagnie aeree che fanno solo voli charter, ma può capitare di viaggiare su un volo charter con aereo ed equipaggio di una compagnia di linea. Ad esempio, Alitalia fa qualche charter: perché appunto basta che un'agenzia acquisti tutto il volo, e la compagnia da cui è stato acquistato lo esegue con un proprio aereo e un proprio equipaggio.

 

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3. Preparare i bagagli.

 

In materia di bagagli ci sono due tipi di regole: quelle relative al contenuto (cosa si può portare e cosa no) sono dettate dalle autorità aeronautiche e valgono per i voli di qualsiasi compagnia; invece quelle relative a dimensioni e peso sono fissate dalle singole compagnie aeree, e possono essere più restrittive delle regole generali per quanto riguarda numero, dimensioni e peso dei bagagli.

Cosa mettere nel bagaglio a mano
Di seguito i link al sito dell'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) relativi a:

Cosa si può portare in cabina (nel bagaglio a mano)
Cosa è vietato portare in cabina (nel bagaglio a mano)
Cosa è vietato portare in stiva (nella valigia che si spedisce)

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Limiti di peso, dimensioni e numero di pezzi
Il peso, il numero e le dimensioni dei bagagli, sia quello da portare in cabina sia quello che eventualmente si spedisce in stiva, cambiano a seconda della compagnia aerea e anche della classe in cui si viaggia.
In generale, la valigia che si spedisce deve pesare al massimo 20 chili, mentre il bagaglio che si porta in cabina deve avere dimensioni limitate e spesso viene richiesto che il passeggero sia in grado di sistemarlo da solo nei contenitori che si trovano nella parte alta della cabina, chiamati “cappelliere”.
Le norme per i bagagli sono però molto varie: perciò per avere informazioni precise è preferibile consultare il sito della compagnia con cui si viaggia, oppure - nel caso di un pacchetto turistico - seguire le istruzioni che vengono date insieme ai documenti di viaggio.

 

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Consigli pratici per il bagaglio
Parafrasando Beppe Severgnini, una buona valigia è come una buona frase in lingua italiana: “intanto progetta di mettere e poi leva la metà di quello che hai pensato di portare, perché non serve per fare una valigia più utile, ma solo più pesante”.

 

Tutti tendiamo a mettere in valigia un certo oggetto o capo d'abbigliamento “perché non si sa mai che mi possa servire”; ma se in realtà ci facciamo un po' furbi e consideriamo il tutto come se fosse la valigia di un altro, vedremo infallibilmente che parecchie delle cose che avevamo inizialmente previsto di mettere in valigia in realtà non ci servono o possono essere rimpiazzate da altre che comunque ci portiamo.
Non è un caso, infatti, che le valigie dei frequent flyers siano dei veri capolavori di sintesi e funzionalità: non sono i frequent flyers ad essere maghi, è solo che hanno già sbagliato abbastanza valigie!

Tre consigli per concludere l'argomento:
1. tenere presente la possibilità o l'intenzione di fare qualche acquisto nel luogo che si visiterà, e calcolare in conseguenza un po' di spazio da lasciare libero in valigia all'andata;
2. non mettere mai oggetti di valore nel bagaglio che si spedisce in stiva;
3. se si viaggia in coppia ed entrambi spediscono un bagaglio, possibilmente scambiarsi un po' di cose personali nelle rispettive valigie: in questo modo, in caso di disguido nella spedizione di una ci sarà sempre il contenuto dell'altra che potrà soccorrere il proprietario di quella che non è ancora arrivata.

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Stati Uniti: l'ispezione del bagaglio
Negli Stati Uniti è previsto che le valigie che si spediscono in stiva possano essere aperte dagli agenti della TSA (Transport Security Administration) anche in assenza del proprietario: per questo viene consigliato di non chiuderle con lucchetti o combinazioni, perché gli agenti della TSA hanno il diritto di aprirle comunque se lo ritengono necessario, anche forzandole o rompendo il lucchetto.
D'altra parte, ognuno di noi tende giustamente a chiudere la propria valigia in modo da evitare che sia aperta da qualche malintenzionato: quindi, come fare?
A parte che in valigia non si devono mai mettere oggetti di valore, gli agenti della TSA possiedono una chiave che apre lucchetti o valigie senza rovinarle: la soluzione migliore è perciò quella di procurarsi una valigia o un lucchetto che abbiano la serratura di cui gli agenti TSA hanno la chiave (ormai in vendita anche in Europa), oppure di non mettere né lucchetti né combinazione e fare “impacchettare” la valigia con fogli di plastica (servizio - a pagamento - che è disponibile nella maggior parte degli aeroporti).

 

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4. Da casa all'aereo.

 

Abbigliamento consigliato per il viaggio
In generale, per viaggiare in aereo è consigliato avere un abbigliamento comodo, senza indumenti che costringano. Naturalmente, questo è tanto più importante a seconda della durata del volo: se infatti un normale “giacca e cravatta” va sicuramente bene per un volo di due/tre ore, una gonna stretta e un tacco alto possono rivelarsi molto scomodi se il volo ne dura otto/nove.

Soprattutto se si tratta di un viaggio lungo, che quindi prevede diverse ore passate muovendosi poco, è bene inoltre avere presente che in aereo si tende ad avere freddo. Non un freddo polare, ovviamente: ma comunque è bene avere con sé un maglioncino od una felpa, anche perché avere freddo non aiuta ad addormentarsi. Se i climi fra la località di partenza e quella di arrivo sono molto diversi, la miglior cosa è quella di adottare il metodo del vestirsi “a cipolla”, partendo pesanti e arrivando leggeri se si va verso il caldo, o viceversa se si va verso il freddo.

Per quanto riguarda le scarpe, nei voli lunghi è opportuno scegliere scarpe con i lacci: infatti, passare tante ore stando seduti per la maggior parte del tempo fa gonfiare i piedi, e può capitare che i piedi che in partenza entravano comodi nelle scarpe, all'arrivo facciano fatica. Non bisogna preoccuparsi di questo, è un fenomeno fisiologico del tutto naturale e che scompare in poco tempo dopo l'arrivo; però avere scarpe con i lacci permetterà di adattare facilmente il contenitore (le scarpe) al contenuto (i piedi, nel frattempo un po' più gonfi).

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Il check-in: consegna della valigia e scelta del posto
Supponendo che non si sia fatto il check-in online (vedi la voce successiva), quando si arriva in aeroporto bisogna innanzitutto cercare il banco di accettazione (ci sono dei monitor che indicano il numero). Arrivati al banco si fa il check-in, che in pratica significa “eccomi qui, ho acquistato il biglietto e mi presento alla partenza”. Se si ha bagaglio da spedire, è in questa fase che si lascia la valigia che andrà nella stiva dell'aereo. Inoltre, se è prevista l'assegnazione del posto in aereo, è in questo momento che si possono esprimere le proprie preferenze (corridoio, finestrino, davanti, sull'ala, dietro) all'addetto al check-in il quale, nei limiti del possibile, soddisferà la richiesta.
Al termine del check-in al passeggero viene consegnata una carta, che si chiama carta d'imbarco, nella quale è scritto tutto quello che servirà sapere in seguito, sia per individuare l'area - chiamata uscita o gate - nella quale recarsi dopo aver passato i controlli, sia per sapere qual è il posto che è stato assegnato in aereo. In genere, gli addetti cerchiano con la penna l'indicazione del numero del gate. Sulla carta d'imbarco o sul biglietto sarà inoltre incollata la ricevuta del bagaglio eventualmente spedito, con l'indicazione del numero che lo identifica.

 

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Che cos'è il check-in online?
Molte compagnie offrono la possibilità di fare il check-in online. In pratica, significa confermare via web la propria presenza sul volo, proprio come si fa quando ci si presenta al banco in aeroporto: perciò fare il check-in online permette di stampare la carta d'imbarco e di indicare se ci sono bagagli da spedire; inoltre - se previsto dalla compagnia - la procedura online consente di scegliere il posto in aereo. Il passeggero che sceglie il check-in online arriva in aeroporto essendo già registrato sul volo: quindi deve andare ai banchi dedicati per consegnare il bagaglio da spedire (mostrando la stampa della carta d'imbarco e ricevendo il tagliando di identificazione della valigia) oppure direttamente ai controlli di sicurezza se non ha bagaglio da mandare in stiva.

 

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Quanto tempo prima arrivare in aeroporto?
Per calcolare a che ora si deve arrivare in aeroporto (e quindi a che ora si deve partire da casa) bisogna tenere conto di quattro fattori: la destinazione (nazionale; internazionale in area Schengen; internazionale in area extra-Schengen); il metodo scelto per il check-in; con quali mezzi si arriva in aeroporto; la grandezza dell'aeroporto di partenza.

 

 

  • Destinazione: se si tratta di un volo nazionale o in area Schengen non si dovrà fare la fila per il controllo del passaporto; se invece il volo è diretto in area extra-Schengen si deve prevedere anche il tempo per questo controllo. Si consiglia di consultare il sito della compagnia per verificare i tempi limite di accettazione (=check-in) in aeroporto: in generale, si va dai 45 minuti prima dell'orario di partenza per i voli interni - intendendo per interni anche quelli in area Schengen - alle due ore per i voli extra-Schengen.
  • Metodo scelto per il check-in: se si è fatto il check-in online (vedi sopra) la carta d'imbarco sarà già stampata e si risparmia quindi il tempo per la fila al banco del check-in; se invece si fa il check-in in aeroporto, bisogna considerare il tempo della fila al banco. Per quanto riguarda i bagagli da spedire, se si fa il check-in al banco in aeroporto si consegnano sul momento; se invece è stato fatto il check-in online, si devono lasciare al banco dedicato alla consegna dei bagagli per i passeggeri già registrati (basta seguire le indicazioni vicine ai banchi).
  • Con quali mezzi si arriva in aeroporto: se si arriva in auto oppure in bus il tempo di percorrenza può essere influenzato dal traffico, perciò è bene prevedere un certo margine di tempo; se invece si sceglie il treno per arrivare in aeroporto, il tempo di percorrenza è certo.
  • Grandezza dell'aeroporto di partenza: i percorsi a piedi all'interno dell'aeroporto possono essere piuttosto lunghi nelle strutture grandi (anche una decina di minuti per arrivare alla zona d'imbarco), mentre invece sono trascurabili in aeroporti di dimensioni contenute. In Italia gli aeroporti in cui può essere opportuno tenere conto dei tempi di percorrenza interni sono al momento Roma Fiumicino e Milano Malpensa

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Collegamenti da/per aeroporto
In tutti i maggiori aeroporti del mondo sono disponibili servizi di trasporto pubblico di collegamento con la città. Per le informazioni su orari e costi è consigliabile consultare il sito dell'aeroporto di partenza o di arrivo, che si può trovare facilmente tramite un motore di ricerca digitando "aeroporto [nome della citta]" (oppure airport + nome della città se si tratta di un aeroporta all'estero).

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Devo fare scalo e poi prendere un altro volo: la valigia viene spedita alla destinazione finale o la devo ritirare e riconsegnare?
Se si sceglie di fare il check-in in aeroporto, si può chiedere questa informazione all'addetto che registra il bagaglio e consegna la carta d'imbarco. In generale, se i due voli sono della stessa compagnia o di compagnie che appartengono alla stessa alleanza commerciale, la valigia sarà spedita alla destinazione finale, e al passeggero saranno consegnate le carte d'imbarco per tutti i voli fin dal primo check-in.
C'è però un'eccezione che riguarda gli USA: in quel Paese infatti è necessario ritirare la valigia all'arrivo del volo che porta dentro la frontiera statunitense, e poi si deve riconsegnare il bagaglio per il volo successivo anche se si ha già la carta d'imbarco per il volo e qualunque sia la destinazione, sia all'interno degli USA che in direzione di un altro Paese.

 

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Passaggio del controllo di sicurezza
Una volta completato il check-in ci si deve avviare ai controlli di sicurezza, che devono essere passati in ogni caso, che la destinazione sia nazionale o si tratti di un paese dell'area Schengen o extra-Schengen.
In questa fase, e prima del controllo vero e proprio, un addetto potrebbe chiedere di mostrare la propria carta d'imbarco, perché l'area a cui si accede dopo il controllo è riservata ai soli passeggeri.
Quando è il proprio turno, bisogna depositare nelle vaschette che vengono date il proprio bagaglio a mano, la giacca o il cappotto, e tutti gli oggetti metallici che si hanno addosso, comprese chiavi, monete, cellulare, cinture con fibbia metallica, eccetera. Per evitare di perdere troppo tempo a svuotare tasche e slacciare cinture, è consigliabile radunare prima questi oggetti nella borsa o nel bagaglio a mano. In caso di dubbio, basta chiedere agli addetti al controllo, che potranno anche domandare di levarsi le scarpe.

 

Tutti gli oggetti che non si hanno addosso, la borsa, il cellulare, il cappotto o la giacca, le scarpe se richiesto, il bagaglio a mano e il computer portatile devono essere messi nelle vaschette – se è necessario se ne può usare più di una – per poi passare al controllo dentro la macchina. Il passeggero si deve invece avvicinare al metal detector, attendere che l'addetto gli faccia cenno di passare e poi attraversarlo. Non bisogna preoccuparsi se si sente suonare: a volte capita di dimenticare qualcosa nelle tasche, o anche semplicemente che i metal detector siano particolarmente sensibili perfino ad un bottone di metallo dei jeans. Se il metal detector suona viene richiesto di passarlo di nuovo, e se suona ancora in genere l'addetto effettua un controllo ulteriore utilizzando un metal detector portatile. Chi ha con sé un pc portatile tenga presente che gli potrebbe essere chiesto di accenderlo: perciò è necessario che la batteria sia carica.
Al termine bisogna recuperare i propri effetti personali dalle vaschette che nel frattempo saranno passate dall'altro lato della macchina.

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Dove andare dopo il controllo di sicurezza
Dopo i controlli di sicurezza si è all'interno dell'area riservata ai passeggeri. A questo punto bisogna andare nella direzione indicata relativa al proprio gate, che è scritto sulla carta di imbarco è che contraddistinto da un numero preceduto – a seconda degli aeroporti – da una lettera (ad esempio: uscita 12, uscita B04). In caso di dubbio – ma i cartelli sono molto chiari – basta chiedere indicazioni ad un addetto.

 

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Passaggio del controllo passaporti
Dall'Italia, i passeggeri diretti verso una destinazione extra-Schengen devono passare il controllo del passaporto (in alcuni casi basta la carta d'identità: l'elenco completo e aggiornato è disponibile a questo indirizzo). Per passare il controllo basta mettersi in fila davanti agli sportelli dedicati a ciò (indicati dai cartelli) e mostrare, quando è il proprio turno, il passaporto e la carta d'imbarco.

 

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Passaporto italiano: la marca (contrassegno telematico)
Secondo la legislazione italiana il passaporto ha validità per dieci anni; tuttavia, se lo si vuole usare per recarsi in Paesi fuori dall'area Schengen, è necessario applicare una marca annuale che si chiama ‘contrassegno telematico'.
Al momento del primo rilascio la marca è inclusa nella somma che si paga per il documento, e vale un anno dalla data di rilascio; in seguito, la marca - che si acquista dal tabaccaio - va applicata solo se si usa il passaporto per andare in paesi extra-Schengen. Attenzione: la validità della marca NON è un anno dalla data in cui la si mette sul passaporto, ma è conteggiata annualmente rispetto alla data di scadenza del documento (vedi anche la voce specifica).

 

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Arrivare al gate e imbarcarsi
Dopo aver passato i controlli ci si deve dirigere verso il gate, cioè l'area in cui si radunano i passeggeri di un volo. In genere bisogna presentarsi mezz'ora prima dell'orario di partenza; in ogni caso, l'orario di presentazione è scritto sulla carta d'imbarco.
Spesso succede di avere un po' di tempo a disposizione prima che sia ora di imbarcarsi: in quel caso, si può fare un giro nel terminal dove si potranno trovare negozi e bar.
Arrivati al gate, un addetto farà un annuncio che dice che il volo tal dei tali (il vostro) inizia l'imbarco, cioè la salita dei passeggeri sull'aereo. A quel punto basta mettersi in fila verso l'uscita del gate e, al proprio turno, dare la carta d'imbarco (mostrando il proprio documento) all'addetto, che la passerà dentro una macchinetta e ne restituirà un pezzetto che contiene il riassunto delle informazioni. Fatto questo, ci si avvia nel passaggio collegato all'aereo o verso il pullmann, a seconda dei casi.

 

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5. Dentro l'aereo e durante il viaggio.

 

Dentro l'aereo: cercare il posto e sistemare il bagaglio a mano
Una volta a bordo, se si ha un posto già assegnato (è scritto sulla carta d'imbarco) basta cercarlo e accomodarsi. In caso di dubbio, basta chiedere aiuto al personale di bordo; inoltre, chi non fosse tranquillo all'idea di volare può farlo presente agli assistenti di volo, che assicureranno l'assistenza necessaria. L'indicazione del numero di fila si trova in alto, subito sotto o sul bordo delle cappelliere, che sono i compartimenti in alto dove si mettono i bagagli.
Sistemare quindi il bagaglio a mano, mettendolo nella cappelliera oppure sotto il sedile di fronte a quello occupato; fare lo stesso con il soprabito ed eventuali altri oggetti che si hanno con sé.
Una volta seduti, verificare che ci sia il giubbotto salvagente sotto il sedile oppure nell'alloggiamento in cui è previsto e localizzare l'uscita di sicurezza più vicina; poi allacciare la cintura e seguire la dimostrazione di sicurezza che sarà fatta prima del decollo. Ricordarsi inoltre di spegnere il telefono cellulare.

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Perché di sera si abbassano le luci in cabina al decollo e all'atterraggio?
E' una normale procedura di sicurezza. Poiché fuori è buio, vengono abbassate le luci in cabina in modo che - se fosse necessario evacuare rapidamente l'aereo - gli occhi siano già abituati alla penombra e non ci si ritrovi “accecati” al momento di uscire dall'aereo.

 

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Quando si spegne il segnale posso slacciare la cintura?
Sì, quando il segnale è spento la cintura può essere slacciata e ci si può alzare (ad esempio se si vuole prendere qualcosa dal bagaglio nella cappelliera); tuttavia è consigliabile stare sempre con la cintura allacciata quando si è seduti, magari allentandola un pochino per facilitare i movimenti.

 

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Apparecchi elettronici: quali e quando si possono usare?
Nessun apparecchio elettronico può essere utilizzato durante le fasi di decollo e atterraggio. Alcuni apparecchi invece possono essere accesi durante la crociera. Si consiglia di chiedere sempre all'assistente di volo se è possibile utilizzare un determinato apparecchio elettronico; a titolo di esempio queste sono le regole per alcuni apparecchi:

 

  • telefono cellulare: spento da quando si chiude il portellone dell'aereo al gate a quando si riapre all'arrivo. E' vietato accenderlo dopo l'atterraggio e finché l'aereo non è fermo al gate: può creare pericolo per l'aeromobile, e quindi anche per se stessi;
  • iPod / mp3: spento durante decollo e atterraggio, si può accendere in crociera;
  • psp con porta infrarossi attiva: spento da quando si chiude il portellone dell'aereo al gate a quando si riapre all'arrivo;
  • psp senza porta infrarossi attiva: spento durante decollo e atterraggio, si può accendere in crociera.

     

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Intrattenimento a bordo e consigli per i voli lunghi
A bordo di tutti gli aerei vi sono vari sistemi di intrattenimento, tanto più abbondanti quanto più grande è l'aereo e perciò in genere più lungo il volo. Le dotazioni – in particolare per quanto riguarda la presenza o meno di monitor singoli in ogni sedile - cambiano a seconda dell'allestimento della compagnia aerea e della classe in cui si viaggia.
Se si tratta di un volo di quattro ore o più è opportuno alzarsi ogni tanto e muovere i muscoli, e anche fare qualche esercizio da seduti: spesso si trovano consigli nella rivista di bordo, comunque l'importante è muovere la muscolatura delle gambe e dei piedi che tendono ad intorpidirsi a causa del lungo tempo passato seduti.

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Come affrontare la differenza di fuso orario
Se si è diretti in una località che si trova in un fuso orario differente da quello di partenza ci si troverà a dover affrontare il cambio di fuso orario, che obbliga al mutamento del ritmo circadiano (l'alternarsi di veglia e sonno) sulle 24 ore di una giornata.
Se si viaggia verso ovest la giornata è più lunga, nel senso che passano più ore del solito fra il mezzogiorno del giorno di partenza e quello del giorno successivo; il contrario avviene quando si viaggia verso est, la giornata è più corta e i due mezzogiorni sono più ravvicinati del solito. Ad esempio, fra l'Italia a New York la differenza di fuso orario è di sei ore: questo significa che all'andata verso New York la giornata sarà di (24 + 6)= 30 ore, mentre al ritorno sarà di (24 – 6)= 18 ore. Se invece il tragitto è fra l'Italia e Tokyo (otto ore di differenza), all'andata fra i due mezzogiorni ci saranno (24 – 8)= 16 ore e al ritorno (24 + 8)= 32 ore.
Ci sono diverse tecniche e rimedi per fronteggiare il cambio di fuso orario; non si può affermare che una tecnica sia più valida di un'altra, perché molto dipende da fattori personali e dalla ragione del viaggio, se di lavoro o per vacanza. Quanto ai rimedi esterni, in particolare con riferimento alla melatonina (l'ormone che regola il ritmo sonno-veglia), si consiglia di usarla - se ritenuto necessario - solo dopo aver sentito il parere del medico di famiglia, tenendo comunque presente che sono stati riportati casi di sensibile peggioramento delle condizioni fisiche anche in volo in seguito alla sua assunzione.

 

In generale, il modo migliore per affrontare il cambio di fuso orario è quello di non dare troppo peso a questa circostanza: a tutti è capitato di dormire poche ore una notte senza che questo impedisse di vivere normalmente la giornata successiva, tutt'al più un po' confusi e stanchi ma senza veri problemi; quindi, tanto maggiore rilassamento si riuscirà ad avere rispetto al cambio di orario tanto più facile sarà adattarsi, sapendo che eventuali segnali inconsueti del nostro organismo (ad esempio, avere un gran sonno alle otto di sera) sono normali se c'è stato di mezzo un cambio di fuso. Una giusta miscela di tranquillità verso i segnali del corpo e di adeguamento all'ora del luogo raggiunto consentirà di adattarsi velocemente e senza problemi.
Ci sono comunque alcune cose che si possono fare per aiutare il corpo e la psiche a prendere facilmente il ritmo del luogo di arrivo: è utile fin dal decollo dell'aereo regolare l'orologio da polso sull'ora della destinazione, perché questo aiuta a mettersi “nell'ordine di idee” del posto in cui si sta andando; è invece controproducente, anche dopo l'arrivo, pensare “qui sono le ..., ma per me che vengo dall'Italia invece sono le ...” perché questo non fa che ripetere alla mente che l'ora ‘vissuta' non è l'ora ‘sentita', e perciò non aiuta ad adattarsi; infine, nei voli lunghi, dormire quanto più si riesce di certo aiuterà, perché un organismo riposato reagisce al cambiamento meglio di un organismo che ha beneficiato di poco sonno: se non fosse possibile dormire, anche stendersi con gli occhi chiusi è comunque un momento di relax che consente il riposo dell'organismo.

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6. All'arrivo.

 

Dopo l'atterraggio e fino all'uscita dall'aereo
Dopo l'atterraggio l'aereo si avvia a raggiungere la piazzola di sosta. In questa fase i passeggeri devono restare seduti, come indica il segnale di cinture allacciate. Sempre in questa fase, in genere viene fatto un annuncio riguardante l'ora nel luogo di arrivo e la situazione meteorologica del momento.
Quando si arriva alla piazzola, molti passeggeri tendono ad alzarsi prima che il segnale delle cinture sia spento: questo è pericoloso, oltre che inutile. Pericoloso perché il passeggero non può sapere se ci sarà una frenata finale dell'aereo per posizionarsi nella piazzola (ma se ci dovesse essere è come un bel colpo di freni in auto a veicolo quasi fermo: dà una botta in avanti e chi è in piedi nell'aereo rischia di cadere e farsi male); inutile perché, anche avendo la peggior fretta di raggiungere la propria destinazione, in ogni caso bisognerà attendere che accanto all'aereo si posizioni il tunnel collegato direttamente all'aeroporto oppure la scala per far scendere i passeggeri: entrambe le operazioni richiedono qualche minuto, durante il quale c'è tutto il tempo di alzarsi in sicurezza dal sedile, recuperare il proprio bagaglio dalla cappelliera, infilarsi il soprabito se del caso e apprestarsi a scendere.

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Arrivo in aerostazione e recupero del bagaglio spedito
All'arrivo all'interno dell'aeroporto bisogna seguire i cartelli che indicano la direzione verso l'uscita. Ogni aeroporto accoglie i passeggeri tenendo conto della provenienza: perciò se si proviene da un luogo per il quale è previsto il controllo del passaporto, il percorso includerà gli sportelli dove si fa questa verifica.
Dopo le eventuali formalità di ingresso nel paese di arrivo, chi ha solo bagaglio a mano si può avviare direttamente all'uscita, mentre chi ha valigie da ritirare deve andare - sempre seguendo i cartelli di indicazione - nell'area di consegna dei bagagli; sui monitor è indicato il numero del nastro di consegna bagagli per ciascun volo, basta avvicinarsi a quell'area e attendere la propria valigia. In questa fase bisogna fare attenzione, perché molte valigie risultano simili nell'aspetto: perciò – anche se si è contrassegnato il proprio bagaglio in modo che si ritiene inequivocabile, è sempre bene controllare il nome del passeggero sulla striscia adesiva che accompagna la valigia che si sta per ritirare e portar via, per essere sicuri di non prelevare involontariamente una valigia che non è la propria.

 

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Cosa fare se la valigia non arriva
Innanzitutto attendere, perché spesso le valigie vengono avviate ai nastri in più sequenze e magari quella che si aspetta fa parte di un ‘pacchetto' successivo. Se, nonostante l'attesa, la valigia non è arrivata, bisogna rivolgersi al banco dedicato ai bagagli smarriti (per individuarlo basta guardare i cartelli presenti nell'area di consegna bagagli) ed esporre il problema mostrando la ricevuta del bagaglio, cioè l'etichetta con il numero che è stata attaccata al biglietto o alla carta d'imbarco durante il check-in.

 

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Controllo doganale all'arrivo
Dopo aver ritirato la valigia, l'ultimo controllo in area extra-Schengen è quello della dogana in arrivo. Ci sono sempre due corridoi, normalmente indicati con un simbolo in verde (niente da dichiarare) oppure rosso (qualcosa da dichiarare a fini doganali). A meno che non si abbiano bagagli che necessitano di particolari autorizzazioni doganali, ci si dirige verso il passaggio indicato con il verde; è comunque da tenere presente che anche nella corsia contrassegnata con il verde può capitare di essere fermati per un controllo, durante il quale sarà necessario aprire le valigie.

 

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Considerazioni finali
Su tutti i siti degli aeroporti sono riportate molte informazioni utili per i viaggiatori.
Le informazioni per il viaggio sono valide sempre, indipendentemente dall'aeroporto di partenza; per comodità vengono riportati i link nei siti dei due maggiori aeroporti italiani:
Roma Fiumicino: Dieci consigli per partire sereni a Fiumicino
Milano Malpensa: Info per chi viaggia

 

 

 

 
 
 
 
 
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