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Lunedì 4 maggio, presso l’aeroporto Gabriele D’Annunzio di Brescia Montichiari, si è svolto il convegno dal tema “Come rivitalizzare gli aeroporti minori in Italia”.
Una folta rappresentanza degli enti interessati era presente al convegno patrocinato dall’ENAC e dalla Provincia di Brescia Assessorato al Turismo. Claudio Boccardo (direttore generale di Aeroporti Sistema del Garda)
ha introdotto il tema rimarcando il fatto che almeno l’80% degli
aeroporti europei, ovviamente anche i cosiddetti “minori”, ha subito e
sta subendo gli effetti della crisi che stiamo attraversando.
Alla domanda se sono troppi gli aeroporti minori (cioè quelli con un
movimento passeggeri inferiore a 1 milione di paseggeri per anno) in
Italia, ha risposto Fabrizio Bovi della rivista Volare, facendo notare
che in questa categoria in Italia abbiamo circa 58 scali contro i 434
della Francia, i più di 600 dell’Inghilterra ed ancora un numero
maggiore in Germania dove è in atto un programma di rivitalizzazione di
questi aeroporti accresciutisi dopo l'unificazione dell'89.
Un problema comune agli aeroporti minori è costituito dal fatto che la relativa competenza è stata assegnata alle regioni e quindi non si è ancora riusciti a sviluppare un discorso sinergico a livello nazionale. Gerard Borel di ACI (associazione che rappresenta 444 aeroporti di 45 nazioni) ha svolto una relazione ad ampio spettro sui problemi legati ai costi delle infrastrutture, sui finanziamenti, sulla partership pubblico/privato, sui problemi della sicurezza e dell’ambiente. L’aeroporto è fonte di lavoro per molte persone, statisticamente circa 1000 per ogni milione di passeggeri transitati.
Franco Conte, responsabile Ufficio Pianificazione Aeroportuale ENAC, ha mostrato varie slides illustranti le varie tipologie di aeroporti nel nostro Paese, quale bacino di utenza mediamente servono, come si sono sviluppati negli anni e le potenzialità presenti per i minori che possiamo sintetizzare nei seguenti punti:
1)Maggiore capacità ambientale dato l’inserimento in contesti limitati.
2)Migliore servizio per bacini periferici ai grandi aeroporti.
3)Vicinanza alle città.
4)Risorsa infrastrutturale per sviluppi futuri.
5)Soddisfacimento di aspetti turistico/commerciali.
6)Tempi brevi per i servizi a terra ed i check in.
Achille Granozio (responsabile Ufficio Studi & Ricerche ENAC) ha rimarcato il fatto che i vari aeroporti minori non sono inseriti in una rete nazionale ma sono molto parcellizzati, hanno soddisfatto solo particolari interessi locali di vario tipo, ma manca una pianificazione e non c’è un quadro d’insieme che possa prefigurare strategie comuni con fornitura di servizi comuni. In Italia vi sono almeno 23 aeroporti con un traffico passeggeri inferiore a 250.000 per anno e, quindi con forti difficoltà a risultare almeno in pareggio.
Da convegno è emerso come occorra ragionare con un’economia di scala, cooptare aziende e politici del territorio, creare una rete per l’arrivo e la distribuzione di materiali e persone anche a fini turistici.
Emanuele Rimini (Studio Associato Rimini) ha ribadito il fatto che vari aeroporti sono stati creati per fini politici, senza uno studio preventivo sul bacino d’utenza e sulle locali esigenze, su quali collegamenti effettuare e con quali aeromobili, sulla definizione di buoni orari di volo e trascurando la parte non aviation che porta anch’essa un certo reddito. Anche lui ha evidenziato l’isolamento e lo scollamento esistente oggi fra i vari aeroporti e, quindi, ritiene indispensabile creare sinergie fra i minori e fra questi ed i medi.
Lino Banella, presidente dell'aeroporto di Perugia, ha segnalato come le decisioni prese a livello europeo, come la Security in aeroporto, hanno impatti alle volte devastanti per i bilanci degli aeroporti minori, le normative sono troppe e complesse e pertanto andrebbero riviste e snellite. Inoltre, in varie occasioni, questi aeroporti hanno operato compagnie aeree gestite da persone con l’unico interesse di drenare risorse e poi chiudere l’attività o fallire.
Anche Paolo Stradi, coordinatore aeroporti minori, ha sottolineato che con l’andar del tempo gli oneri sono aumentati molto senza un corrispettivo aumento delle tariffe. Da queste analisi è emerso come i costi risentano della presenza di
troppi vincoli.
Nel suo interventom Paolo Toniolli ha sottolineato di non ritenere giusto definire “minori” gli aeroporti sulla base del numero di passeggeri annui, ma ha come questi aeroporti siano uno strumento di supporto utilissimo ad esempio alla Protezione Civile. In alcuni aeroporti devon oaffrontare difficoltà legate al troppo personale a terra (elevata presenza di VVigili del Fuoco) oltre ai prezzi di molte attrezzature e ricambi che sono eccessivamente alti.
Riccardo Minini (Assessore al Turismo della Provincia di Brescia) ha confermato l’interesse della politica locale all’attività aeroportuale che ritiene di fondamentale importanza per le necessità del trasporto. Secondo Minini l’aeroporto è un’infrastruttura che serve ai cittadini, ormai l’aereo è un mezzo utilizzato da tutti sia per lavoro che per turismo e l’interesse per gli aeroporti minori è particolarmente sentito dove la distanza con i grandi aeroporti è, in termini di tempo, molto gravosa. Inoltre l’aeroporto è una risorsa sempre più importante al fine di supportare l’occupazione dato che molte aziende hanno delocalizzato le attività produttive.
Redattore : Carlo Dedoni
Fonte della notizia: Filippo d'Agostino - Ufficio Stampa Associazione 4 Stormo
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