| Nuova battuta d'arresto per l'aeroporto di Gorizia |
| Scritto da di Carlo d'Agostino | |
| Tuesday 02 June 2009 | |
"Aeroporto chiuso per mancanza di servizio antincendio".
Con
questo Notam si rischia di mettere non la parola fine, ma poco ci manca,
alle vicende dell’aeroporto di Gorizia, un “campo di volo” non
solo di interesse storico (per la struttura, fatiscente negli edifici, ma immutata rispetto al 1931 quando venne
stabilita come sede del 4° Stormo CT), ma che potrebbe essere di interesse più che notevole, sia dal punto di vista occupazionale
sia da quello turistico, per la città di Gorizia, per la Provincia e per la Regione Friuli Venezia Giulia.
Rimasto colpevolmente dimenticato per decenni; “salvato” dalla cementificazione, collegata alla realizzazione della Scuola della Guardia di Finanza, per merito di una raccolta di firme per iniziativa di un gruppo di anziani che ne ricordavano i fasti, riqualificato per il deciso intervento dell’Associazione Culturale 4° Stormo che in tempi abbastanza recenti è riuscita a coagulare interessi anche di associazioni operative quali l’Associazione Volo Isonzo, recentemente l'aeroporto era assunto agli onori della cronaca non solo locale per il deciso intervento – già riportato su queste pagine – del presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, che si era dichiarato disponibile, dopo la presentazione del “Progetto GO FLY”, ad assumere la presidenza effettiva ed operativa di quella SpA creata dalla Regione, rimasta tale solo sulla carta ma mai con compiti o poteri decisionali. Dopo l’intervento di Gherghetta, la Regione ha convocato il nuovo CdA ed ha nominato presidente un dipendente regionale, il dr. Danese; mancata la presidenza di Gherghetta che si era dichiarato disponibile a redimere anche le varie questioni collegate alla presenza di tanti, forse troppi, “galli nel pollaio” (l’espressione è forse cruda ma rende l’idea della convivenza sotto la stesso tetto cioè l’hangar di Aero Club Giuliano, Associazione Volo Isonzo e Aero Club Alpe Adria) e ad assumersi la responsabilità delle conduzione dell’aeroporto, ha portato al “notam” che l’Enac non ha potuto fare a meno di emettere dopo che, l’Aero Club Giuliano, ha dichiarato di non poter assicurare il servizio antincendio (che a quanto affermano gli interessati poteva essere assicurato dalle altre due associazioni), un servizio peraltro operativo fino all’emissione del “notam” dato che l’aeroporto era perfettamente funzionante con voli scuola, voli turistici ed ospitalità per i transiti. Da qui cosa ne deriva? Molti punti oscuri in una vicenda che sembrava avviata alla normalità, con un aeroporto che da malato grave, se non in coma pronfondo, si stava ristabilendo verso la prognosi “guaribile salvo complicazioni”…che purtroppo sono sorte nel frattempo. Il futuro? Nelle mani dell’Enac, di qualcuno che si assuma le sue responsabilità e della Divina Provvidenza.
Articolo e foto di Carlo d'Agostino
|















