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Aeromodellismo
Wednesday 20 January 2010

Un po' di storia: cos'è l'Aeromodellismo


 

Il “planoforo” del francese Alphose Penaud, realizzato agli inizi dell’800, è considerato il primo aeromodello in senso assoluto, anche se il suo costruttore certamente non aveva in mente di realizzarlo come tale ma voleva dimostrare agli scettici membri della Accademia delle Scienze di Parigi che un oggetto più pesante dell’aria poteva volare.

Il Planoforo

Dovettero trascorrere parecchi anni prima che l’aero modellismo inteso come tale, cioè costruzione di piccoli aerei per gioco, passatempo o sport, incominciasse a diffondersi in tutto il mondo. In ogni modo già all’inizio del secolo, immediatamente dopo i primi timidi tentativi di volo umano con una macchina più pesante dell’aria, culminati nello splendido volo del “Flier” dei fratelli Orville e Wilbur Whright nella Carolina del Nord nel dicembre 1903, aprì, di fatto, le frontiere del volo: vi furono appassionati che provarono a realizzare modelli volanti del tutto simili ai primi aeroplani e già nel 1911 in Italia si organizzarono delle gare e delle manifestazioni di aero modellismo.
Date le non altissime qualità tecniche ed aerodinamiche gli aeromodelli, privi di qualsivoglia tipo di motore, venivano lanciati a mano e restavano in volo pochi secondi. Proprio in quegli anni l’aeromodellismo iniziò ad avere anche l’aspetto sportivo riconosciuto dalla FAI Federazione Aeronautica Internazionale quale “sport dell’aria”. Con il passare del tempo l’aero modellismo venne sempre più ad affermarsi in Europa e successivamente negli Stati Uniti con un sempre maggiore perfezionamento delle strutture e dei progetti.
Negli anni '30 apparvero i primi rivoluzionari motori ad aria compressa che, sebbene macchinosi nell’applicazione (si doveva pompare aria in un apposito serbatoio che molte volte era rappresentato dalla stessa fusoliera del modello che avrebbe poi azionato l’elica), comunque portavano un'innovazione rivoluzionaria in un settore fino a quel momento decisamente statico  livello di propulsori.
Il periodo bellico segnò una stasi nell’aero modellismo (come in altre attività di svago), ma già negli anni ‘50 apparvero i primi motori a scoppio a due tempi, del tipo “diesel” in Italia mentre negli Stati Uniti erano già ad accensione elettrica.
Nel 1945 due aero modellisti italiani, Franco Conte (che poi fonderà una delle più note ditte di modellismo, l’Aeropiccola di Torino) e Franco Muscariello incontrarono un militare italo-americano giunto in Italia con le truppe alleate e, parlando un linguaggio in comune (era anch’egli un aero modellista), scoprirono che negli Stati Uniti andava per la maggiore un nuovo modo per far volare i modelli e cioè “vincolandoli” con due sottili cavetti d’acciaio collegati al timone di profondità e facendoli evoluire in cerchio con al centro il pilota che con una manopola poteva far salire o scendere il modello: nasceva così il modello a più cilindri da volo vincolato circolare.
Poiché l’aero modellismo è caratterizzato da una costante e continua evoluzione, questo volo “telecomandato” non restò a lungo come unico modo per controllare il volo di un modello e, agli inizi del 1952, incominciarono ad apparire sui campi di volo dei modelli un po' grossi, pesanti, con grande apertura alare caratterizzati da "strani marchingegni " interni (per chi li poteva vedere) ed una specie di cassoncino che l’aero modellista poneva a terra con molta circospezione: si trattava dei primi modelli “radiocomandati”, cioè l’aero modellista poteva comandare le evoluzioni per mezzo di una radio trasmittente mentre una ricevente a bordo badava a trasformare gli impulsi radio ricevuti in movimenti meccanici collegati a motore, alettoni e timoni di profondità o di direzione.
Le notevoli dimensioni delle radio
sia trasmittenti che riceventi, in quegli anni ancora a valvole, e l’inaffidabilità dei comandi non favorirono il diffondersi di questo nuovo tipo di modello, ma non appena i transistors sostituirono le valvole, con conseguente riduzione delle dimensioni ed aumento della affidabilità, il modello radiocomandato si diffuse a tutti i livelli conducendo l'aero modellismo fino ai giorni nostri, con modelli che sono una vera espressione della migliore tecnica.
Col trascorrere degli anni il legno di balsa e la carta seta sono stato superato dalle moderne tecnologie ed ora il più dei modelli sono realizzati con una struttura in materiale composito (carbonio, kevlar o anche diversi tipi di espanso) e un rivestimento che è realizzato con tessuti sintetici termoretraibili oppure con gli stessi materiali con cui viene costruita la struttura.
Con l'evoluzione dei sistemi costruttivi, sono evoluti anche i modelli che attualmente ricalcano le più varie tipologie di mezzi volanti: dagli alianti o motalianti con aperture alari superiori ai due metri, ai minuscoli modelli da sala dal peso di pochi grammi, ai modelli radiocomandati dotati di poderosi motori anche a più cilindri (una volta il classico motore era monocilindrico ed il bicilindrico era una rarità) oppure a turbina o turbofan.
Sta sempre più rafforzandosi l’uso di motore elettrico, ora giunto a potenze decisamente superiori rispetto ai primi esemplari, che abbina ad una praticità di impiego anche la silenziosità (molto apprezzata dai residenti dei luoghi nei pressi dei quali volano i modelli).
Varietà di modelli vuole dire anche varietà di costruttori e piloti; se un tempo un tempo il costruttore era anche il “volatore”, oggi si può acquistare un modello finito e pronto al volo o farselo costruire da qualcuno più abile nella costruzione che nel pilotaggio. Naturalmente per fare attività aeromodellistica occorre avere una buona dose di manualità e conoscenza anche non approfondita della fisica aeronautica, dell’elettronica, della chimica, dell’aerodinamica.
L’aeromodellismo, sport riconosciuto dal CONI, attualmente è diversificato in molte “categorie” distinte nei vari settori
per un totale di 28 specialità tra cui volo libero, volo vincolato circolare, volo radiocomandato, riproduzioni, volo a propulsione elettrica. Per tutte le specialità si svolgono ogni anno gare nazionali ed internazionali, con la disputa dei Campionati del mondo nei paesi che si offrono di organizzare queste manifestazioni.
In Italia l’aeromodellismo si svolge, sotto l’egida dell’Aero Club d’Italia (AeCI), con la Federazione Italiana Aero Modellismo - FIAM che è l’unica Federazione Sportiva Aeronautica riconosciuta dall'ente per il settore dell'aeromodellismo. Alla FIAM fanno riferimento 160 associazioni federate per un totale di oltre 6000 soci aeromodellisti iscritti che rappresentano il 90% degli aeromodellisti che svolgono attività sportiva ed organizzativa, ma anche moltissime autorità locali per decisioni che coinvolgono il volo degli aeromodelli. Su tutte le attività sovrintende la Fai - Federazione Aeronautica Internazionale che oltre a rilasciare le Licenze Sportive su richiesta dell'AeCI, si occupa,
attraverso la CIAM - International Aeromodelling Commission, dell’aspetto sportivo ed organizzativo delle attività di aeromodellismo e, da poco tempo, spaziomodellismo con particolare riguardo ai record mondiali.
Attualmente i record riconosciuti dalla FAI sono 95 per tutte le diverse categorie: l’Italia ne può vantare due con il torinese Gian Maria Aghem: il 26 marzo 1994 con il record di distanza nella categoria F3 Open (volo radiocontrollato) con 308.84 km e il 20 febbraio 1995 con il record di altezza, sempre categoria F3 Open, con 4.539m. Fra gli altri record più interessanti possiamo ricordare i 335 km/h raggiunti dal modello in volo vincolato circolare del britannico Paul F. Eisner (13 ottobre 2001 ) superato con i 345 km/h del modello del connazionale Ken Morrisey il 25 agosto 2003. 
Questo excursus dimostra come l’aeromodellismo è ben lungi dall'essere un semplice gioco per "bambini cresciuti," come ancora oggi molti lo considerano, e come questa disciplina diventi un'attività altamente specializzata e di altissimo livello tecnico che, se sviluppata a livello giovanile, può diventare un utile mezzo per fornire ai ragazzi una completa padronanza di manualità e tecnica. A tal proposito ricordiamo che due notissimi ingegneri aeronautici come Stelio Frati ed Ermanno Bazzocchi furono in gioventù valentissimi aeromodellisti ed ancora oggi molti aeromodellisti che svolgono attività agonistica sono laureati nelle diverse discipline scientifiche.

 

Classificazione sportiva degli aeromodelli

Secondo la normativa della FAI Federazione Aeronautica Internazionale gli aeromodelli sono classificati dalla lettera “F” con sottoclassi che contraddistinguono la tipologia di volo: volo libero, cioè non vincolato all’aeromodellista, volo vincolato circolare, l’aeromodellista pilota il modello che gli gira intorno per mezzo di due cavi collegati al timone di profondità, e volo radiocomandato che consente all’aeromodellista di controllare il modello per mezzo di una radio trasmittente a terra ed una ricevente a bordo dell’aeromodello che governa i diversi comandi meccanici.


Gli aeromodelli sono quindi distinti nelle classi:


F1 – Aeromodelli da Volo Libero

Nelle competizioni di questa categoria è la durata del volo che serve a determinare la classifica; infatti vince l’aeromodellista il cui modello resta più a lungo in volo. I problemi legati a questa categoria sono principalmente dipendenti dal ritrovamento dei modelli dopo l'atterraggio o dal loro recupero dopo l'atterraggio in zone abitate o comunque delicate (come autostrade o simili). Anche se le gare di svolgono in ampie distese pianeggianti, solitamente aeroporti o zone militari dimesse, l’aeromodello in volo ed in quota potrebbe allontanarsi molto dalla zona di lancio, per questo motivo si sono adottati sistemi (solitamente collegati al piano di coda) per fargli perdere velocemente quota stabilendo comunque un limite massimo di minuti di volo denominato “pieno” che varia secondo il tipo di modello. La classificazione nelle gare di “volo libero” riguarda il modo con il quale l’aeromodello è portato in quota:

  • F1A - Veleggiatori: portati in quota tramite un lungo cavo di traino tirato dal concorrente.
  • F1B - Aeromodelli a elastico: una matassa di elastico ritorta e collegata all’elica costituisce il motore.
  • F1C - Motomodelli: dotati di motore a scoppio collegato all’elica.

Vi sono poi altri tipi di aeromodelli sempre da volo libero che si distinguono per la loro struttura particolare

  • F1D - Modelli da sala: con motore ad elastico ed estremamente leggeri (anche meno di 1 grammo) che possono evoluire solo in ampi ambienti chiusi esenti da correnti d’aria.
  • F1E - Veleggiatori da pendio: per lanci in montagna o collina con un direzionale magnetico per non farli allontanare dal luogo di lancio.
  • F1G - Coupe d'Hiver: aeromodelli con motore ad elastico di modeste dimensioni e di struttura robusta per lanci anche con condizioni atmosferiche non ottimali.

 

F2 - Modelli a Volo Vincolato Circolare (VVC)

Il VVC (Volo Vincolato Circolare ) è così denominato perché l’aeromodellista pilota il suo aeromodello che vola in circolo intorno a lui tramite una manopola collegata a due cavi che ne comandano il timone di profondità (in qualche caso, per esempio nei modelli da velocità, il cavo può essere unico per diminuire la resistenza e migliorare le prestazioni), e le categorie sono le seguenti:

  • F2A - Velocità: in questa categoria la vittoria è legata al raggiungimento della massima velocità e l’aeromodello viene costruito con particolari accorgimenti e dotato di motore che deve fornire il massimo della potenza per la durata prevista del volo.
  • F2B - Acrobazia: in questa categoria il pilota deve far effettuare al proprio aeromodello un “programma” di figure acrobatiche previste dal regolamento di gara e dalla FAI per le gare internazionali. Il programma comprende diverse figure acrobatiche (volo rovescio, looping, otto cubano ecc) che il modello esegue volando intorno all’aeromodellista. Ciascuna figura ha un coefficiente di difficoltà che moltiplica il punteggio ottenuto dai giudici.
  • F2C - Team Racing: la gara che veniva anche denominata “inseguimento” prevede la presenza in pista di tre piloti che controllano i loro tre modelli con partenza in simultanea e rifornimenti durante il volo, con atterraggio a terra e susseguente decollo, per coprire nel minor tempo possibile la “base” di 200 giri. All’abilità del pilota, che a volte deve superare in quota il modello più lento, si abbina l’abilità del “meccanico” che deve afferrare il modello in atterraggio, rifornirlo e farlo poi decollare comandato dal pilota al centro della circonferenza di volo. La cilindrata del motore e la capienza del serbatoio fanno si che, teoricamente, i modelli possiedano caratteristiche identiche che vengono migliorate dal binomio pilota-meccanico.
  • F2D - Combat: il Combat è una categoria molto coreografica e di effetto; essa si basa sull’abilità di due aeromodellisti i quali pilotando il loro modello devono cercare di tagliare con l'elica una sagoma di carta lunga 3 metri e posta sulla coda di ogni aeromodello. La valutazione avviene assegnando un certo punteggio per ogni “taglio”. Date le caratteristiche della gara gli aeromodelli sono estremamente semplici ma robusti nella loro filosofia costruttiva e possono anche essere sostituiti durante la gara in caso di scontro con rotture.

 

 

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Modello da Velocità VVC

 

Modelli da Team Racing VVC

Motore da 2,5cc da Combat

 

F3 - Aeromodelli a volo radiocomandato

La categoria del volo radiocomandato si suddivide in diverse sottocategorie di gara riconosciute dalla FAI:

  • F3A - Acrobazia: sostanzialmente equivalente all’acrobazia del VVC con l'unica differenza nelle figure da effettuare. Infatti l'aeromodello non è vincolato in alcun modo al pilota che lo controlla e determina le evoluzioni a mezzo di impulsi radio.
  • F3B - Veleggiatori: il modello viene portato in quota a mezzo cavo come nel volo libero ,ma il pilota poi è in grado di controllarne il volo e restare quindi in quota sfruttando le correnti termiche.
  • F3C – Elicotteri: Si tratta di aeromodelli del tutto simili, nell’impiego e nel volo, ai veri elicotteri, in qualche caso ne riproducono anche la struttura in altri invece essa è realizzata dall’aeromodellista secondo le sue intenzioni.
  • F3D - Corsa tra piloni (Pylon racing): in un certo senso equivale al “team racing” già trattato nel VVC, con la differenza che gli aeromodelli volano liberamente e compiono una “base” delimitata da piloni, in analogia alle gare effettuate con aerei veri soprattutto negli Stati Uniti.
  • F3F - Veleggiatori da velocità in pendio: come i veleggiatori sopraindicati, il lancio è a mano dato che l’aeromodello viene indirizzato dall’alto di una collina o zona sopraelevata.
  • F3J - Veleggiatori da durata con traino a mano: In questo caso è compito del pilota mantenere in volo l’aeromodello il più a lungo possibile. In gara i concorrenti vengono suddivisi in vari gruppi e lanciano l’aeromodello nello stesso momento, avendo a disposizione un massimo di 10 minuti di volo con atterraggio di precisione (cioè in un punto prefissato) e punteggio assegnato in base alla vicinanza dell’aeromodello atterrato col punto prefissato.
  • F3K - Veleggiatori con lancio a mano (non radiocomandati): si tratta di una categoria relativamente giovane nata verso la fine degli anni ’70 negli Stati Uniti e che si sta sviluppando anche in Europa. Il modello viene lanciato a mano, senza l’ausilio del cavo di traino, e il volo avviene ad una quota di circa 15 metri, il tempo di volo prima che l’aeromodello atterri non supera i due minuti.

 

Modello acrobatico

 

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Modello Bazooka

 

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  Elicottero di Fabio Livi agli ultimi Mondiali per Elicotteri tenuti negli USA

 

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La squadra italiana agli ultimi Mondiali per Elicotteri in USA

 

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Modelli da Pylon
 

  


Idromodello radiocomandato in flottaggio 

 


La squadra acrobatica finlandese agli Europei di Calcinatello

 

F4 - Riproduzioni
 
Le riproduzioni sono una categoria di aeromodelli costruiti in scala che riproducono in tutti i particolari aerei esistenti od esistiti e le loro evoluzioni sono del tutto simili a quelle dell’aereo al quale si riferiscono, la scala di riduzione può variare ed in molti casi l’aeromodello può avere notevoli dimensioni. Il loro volo è avvincente e del tutto simile alle realtà tanto che, prima dell’avvento dei moderni apparati computerizzati, sono stati utilizzati nella realizzazione di molti film di guerra con riprese assolutamente vicine alla realtà.
 

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Una maxi riproduzione.

 
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Maxi riproduzione di aliante in pendio al Pordoi

 

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Maxi riproduzione di idrocorsa

 

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Maxi riproduzione dell'idrovolante Short Sunderland MK V

 

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La spettacolare riproduzione radiocomandata volante del Dornier DO X con eliche trattive collegate al motore e eliche spingenti "libere"


F5 - Aeromodelli a propulsione elettrica

In questa categoria gli aeromodelli sono dotati di motore elettrico, sistema di propulsione che ha raggiunto delle ottime prestazioni in questi ultimi anni giovando anche dell'avvento di batterie sempre più potenti ma ridotte sia nelle dimensioni che nel peso. Questi aeromodelli si stanno diffondendo soprattutto perché il volo è silenzioso e quindi i relativi campi di volo possono essere realizzati anche vicino ad abitazioni, cosa non possibile a volte nel caso dei motori a scoppio o a turbina. Attualmente le categorie sono:

  • F5B Motoveleggiatori
  • F5F Motovelegggiatori Sport (per giovani o principianti)
  • F5D Aeromodelli da pylon racing

Da notare che il mondo dell’aeromodellismo è in continua evoluzione e quasi ogni giorno nascono nuove categorie; questo probabilmente è uno dei difetti più importanti dal punto di vista sportivo agonistico in quanto ci si avvia ad una vera e propria inflazione di aeromodelli che porta a notevoli difficoltà di gestione ma soprattutto di comprensione da parte del pubblico. 

 

Aliante con motore elettrico 

 

 


Desideriamo ringraziare la FIAM - Federazione Italiana Aero Modellismo e il signor Franco Silva per averci messo a disposizione le immagini. 

 

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