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Polluce: pronto al volo il secondo prototipo del laboratorio spaziale senza pilota ( USV) del CIR
Monday 25 January 2010

Dal primo febbraio, condizioni meteo permettendo Polluce, il secondo laboratorio volante realizzato da CIRA (Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali), potrà effettuare il suo volo partendo dall’aeroporto di Tortolì, dove è iniziata la campagna di lancio.
Come si ricorderà il primo esemplare del laboratorio , il Castore, andò distrutto nella fase di recupero per il mancato funzionamento del paracadute. Nonostante ciò, l’80% dei dati del volo è stato recuperato e l’esperimento in se stesso può essere considerato un successo. D’altra parte, un volo test, e per di più di un veicolo estremamente avanzato, ha buone probabilità di risolversi in un “crash”.
Il giorno preciso del lancio non può essere conosciuto se non 24 ore prima poiché i limiti operativi imposti da ENAC e ENAV per ragioni di sicurezza del traffico aereo, sono tanto stringenti da imporre una valutazione attentissima e precisa delle condizioni meteo.

 

 

Il Polluce si è avvalso dei dati raccolti durante il primo volo ed i due anni sono serviti per implementare software e hardware. Ricordiamo che il laboratorio verrà portato a 24 Km di quota (Castore venne sganciato a 20km) da dove inizierà la sua “picchiata” raggiungendo Mach 1,2 (Castore raggiunse 1,07 Mach). Verrà poi effettuata una manovra di richiamata molto lunga, con una manovra di “alfa-sweep” (varierà l’angolo di attacco mantenendo costante la velocità) e due virate con manovra di “bank” per rallentarlo fino a circa 250 km/h che consentirà l’utilizzo di un paracadute convenzionale che gli permetterà un ammaraggio “dolce”.
A questo punto saranno trascorsi 140 secondi dallo sgancio (contro i 47 del volo del Castore). Sarà compito della nave Tavolara, della Marina Militare Italiana, recuperare il laboratorio.
Con qualche probabilità lo scrivente potrà essere imbarcato per documentare le fasi di recupero. Concludendo, ripromettendoci di tornare sull’argomento ad esperimento effettuato, il volo permetterà di acquisire e di estendere le conoscenze nelle discipline aerodinamiche e delle strutture e testare l’affidabilità delle tecnologie e le leggi di controllo utilizzate per la navigazione con guida automatica ed in parte autonoma. Polluce ha due esperimenti imbarcati, originariamente non previsti: un misuratore di accelerazioni costruito con tecnologia di sistemi elettromeccanici miniaturizzati (MEMS) ed un esperimento didattico (IRIS) finalizzato alla rilevazione della opacità atmosferica , ideato da alcune Scuole Superiori della Puglia. Un terzo volo test potrà essere pronto tra circa un anno ed ha in programma il raggiungimento di velocità dell’ordine di Mach 1,8. I
l futuro…è molto più veloce….poichè verranno esplorate le complesse fasi del volo ipersonico ( 5000-6000 Km/h) per mettere a punto tecnologie e metodologie che consentiranno lo sviluppo di velivolo spaziali e transatmosferici in grado di ridurre drasticamente i collegamenti transcontinentali. Ma questa….è un’altra storia….
 
 
 
 

Articolo di Carlo AG Tripodi

 
 



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