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La IATA critica con i governi: basare le decisioni sui fatti concreti e non sui modelli teorici
Monday 19 April 2010
logo_iata.jpgLa IATA (International Air Transport Association) critica aspramente le autorità europee per quella che definisce una mancanza di leadership  nella gestione delle restrizioni degli spazi aerei in seguito all'eurizione del vulcano islandese.
"Siamo abbastanza dentro questa crisi per esprimere la nostra insoddisfazione per come i governi l'abbiano gestita, senza una valutazione dei rischi, nessuna consultazione, nessun coordinamento, e senza leadership. Questa crisi sta costando alle compagnie aeree almeno 200 milioni dollari al giorno in mancate entrate e l'economia europea soffre perdite commerciali per miliardi di dollari. Di fronte a questi terribili conseguenze economiche, è incredibile che ministri dei trasporti europei abbiano avuto bisogno di cinque giorni per organizzare una teleconferenza ", ha detto Giovanni Bisignani, direttore generale e CEO della IATA: Bisignani chiede, criticando la metodologia adottata per la chiusura degli spazi aerei europei e basata solo su modelli teorici, che i governi europei prendano delle decisioni sulla riapertura in sicurezza dei cieli europei sulla base della gestione del rischio e dei fatti, utilizzando procedure operative che consentano di mantenere la sicurezza.

 

 

"Questo significa che i governi non hanno preso le loro responsabilità di prendere decisioni chiare basate sui fatti." Ha stigamtizzato Bisignani. "Mentre sono stati i provider di servizi di navigazione aerea che hanno annunciato che non avrebbero fornito i servizio. E queste decisioni sono state prese senza un'adeguata consultazione delle compagnie aeree. Questo sistema è particolarmente inaccettabile quando le conseguenze per la sicurezza e l'economia sono così grandi. La sicurezza è la nostra priorità. Le compagnie aeree non voleranno se non è sicuro."
Bisignani ha riferito di essersi consultato con le compagnie aeree aderenti a IATA che operano regolarmente nelle aree interessate dalla nube e di aver ricevuto come risposta che quell'a attuale è una occasione mancata per volare in sicurezza.
"Il sistema europeo si risolve in una chiusura dello spazio aereo," continua Bisignani. "Sfido i governi ad accordarsi sul modo di riaprire lo spazio aereo in maniera flessivile. Le valutazioni dei rischi dovrebbero essere in grado di aiutarci a riaprire alcuni corridoi, se non l'intero spazio aereo."
Per assistere i governi nella valutazione del rischio, le compagnie aeree hanno effettuato voli di prova con successo in diversi paesi europei. I risultati non hanno evidenziato alcuna irregolarità o problemi di sicurezza. Le compagnie aeree stanno anche valutando diverse misure operative per mantenere la sicurezza delle operazioni. Questi includono voli effettuati alla luce del giorno, restrizioni per i corridoi di volo specifico, procedure particolari per salita discesa, e più frequenti e dettagliate ispezioni boroscopiche ai motori per rilevare eventuali danni.
"Abbiamo visto attività vulcanica in molte parti del mondo, ma raramente si è osservata la chiusura dello spazio aereo, e mai in questa scala. Quando il Monte St. Helens esplose negli Stati Uniti nel 1980, non assistemmo a interruzioni su larga scala, perché le decisioni di aprire o chiudere lo spazio aereo sono state gestite senza alcun compromesso in materia di sicurezza", ha detto Bisignani, che ha invitato Eurocontrol ad istituire un centro di emergenza vulcanica capace di prendere decisioni coordinate.
Bisignani ha chiesto una riunione urgente dell' International Civil Aviation Organization (ICAO), l'agenzia specializzata delle Nazioni Unite, per definire le responsabilità dei governo sulle decisioni di aprire o chiudere lo spazio aereo in modo coordinato ed efficace, basandosi su dati reali e procedure operative speciali.

 

 

 

 


Redattore  : Carlo Dedoni

Fonte della notizia: Ufficio Stampa IATA
Foto: Ufficio Stampa IATA

 

 

 

 

 




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