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L'ENAC avvia a Palermo la sperimentazione di un nuovo body scanner
Friday 30 July 2010
Dopo quelle a Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia Tessera, l’ENAC avvia da oggi anche all’aeroporto di Palermo Punta Raisi la sperimentazione dei body scanner, finalizzata ad individuare il tipo di apparato più rispondente ai requisiti di sicurezza e di privacy per la rilevazione di quegli oggetti e quelle sostanze che i tradizionali metal detector non possono individuare.
Con l’attivazione odierna al “Falcone e Borsellino”, l’ENAC prosegue ulteriormente la serie di test operativi (ora conclusa) avviata a marzo su altri 3 aeroporti nazionali: i primi due (Roma Fiumicino, Milano Malpensa) hanno utilizzato macchinari a onde elettromagnetiche attive; presso il terzo scalo (Venezia Tessera), è stata sperimentata una tecnologia analoga a quella di Palermo, definita di tipo “passivo”, senza emissioni di energia o onde elettromagnetiche attive, in grado invece di rilevare, sotto forma di immagini, l’energia emessa naturalmente dal corpo umano.
 
 
 
La sperimentazione allo scalo Punta Raisi durerà circa 9 settimane e si concluderà verso la fine di settembre. Al termine di questo periodo il CISA - Comitato Interministeriale per la Sicurezza del Trasporto Aereo e degli Aeroporti, di cui è presidente lo stesso Vito Riggio - valuterà i risultati ottenuti in termini di sicurezza, efficienza ed effettivo risparmio di tempo nell’operatività aeroportuale.
Alla luce dei risultati raggiunti il CISA deciderà quindi quale tipo di apparecchiatura body scanner sarà più opportuno installare definitivamente negli aeroporti nazionali, scegliendo tra quelle sottoposte a sperimentazione nel corso di questo periodo nei quattro aeroporti.
Il macchinario in prova a Palermo si presenta come una cabina di fronte alla quale viene chiesto al passeggero di fermarsi per qualche secondo al fine di permettere una scansione completa del suo corpo. Anche questo body scanner, come quelli già utilizzati negli altri aeroporti, non presenta alcuna controindicazione per la salute e garantisce la privacy del passeggero. Non genera, infatti, alcun irradiamento del soggetto sottoposto ai controlli: tutte le persone, comprese donne in stato di gravidanza e portatori di pacemaker o con altri problemi di salute, possono essere sottoposti al controllo con il body scanner senza alcun rischio.
Per quanto riguarda la privacy, l’immagine evidenziata sul monitor dell’operatore è solo una sagoma della persona che si sta sottoponendo al controllo del body scanner, di cui non viene mostrato alcun particolare anatomico. Le immagini, inoltre, non sono archiviabili, e vengono utilizzate solo nel momento del passaggio per il rilievo di eventuali oggetti indosso al passeggero. "L’apparato installato a Palermo denominato T8000, della ditta Thruvision," spiega un comunicato stampa dell'ENAC, "individua quegli oggetti potenzialmente pericolosi ad oggi non rilevabili dai metal detector. Questa tecnologia (originariamente sviluppata dall’Agenzia Europea dello Spazio per produrre immagini satellitari dell’atmosfera terrestre) si basa sul principio che il corpo umano e gli oggetti emettono naturalmente energia a frequenze Terahertz. Queste frequenze, che nello spettro elettromagnetico si trovano a ridosso degli infrarossi e delle onde radio, rilevano le differenze termiche e captano le emissioni naturali, le riflessioni e le trasmissioni prodotte dagli altri oggetti presenti nelle vicinanze. Thruvision T8000 è usato per individuare oggetti che potrebbero essere occultati dagli abiti di una persona rilevando l’energia emessa dal corpo umano. Nella vasta gamma di oggetti che possono essere scoperti, sono presenti ovviamente i metalli, ma soprattutto plastica, narcotici, ceramica, gel e liquidi che attualmente costituiscono una delle principali minacce per la sicurezza e che non sono rilevabili dai metal detector."
“Con questa sperimentazione dei body scanner avviata oggi anche a Palermo," ha affermato Vito Riggio, presidente dell'ente, "l’ENAC va a completare in tempi brevissimi rispetto alla gran parte d’Europa la fase dei test sui vari tipi di apparecchiature presso gli aeroporti italiani. Il nostro impegno, d’intesa con il Ministero dell’Interno è di garantire non solo la sicurezza, ma anche la qualità del viaggio, semplificando i controlli e riducendo i tempi di attesa per i passeggeri. Ricordo che il body scanner rappresenta una misura aggiuntiva rispetto alle verifiche attuali di security, misura finalizzata ad aumentare il livello di sicurezza e facilitare i controlli, nel pieno rispetto della tutela della salute dei passeggeri e del diritto alla privacy”.
Alessio Quaranta, direttore generale dell'ENAC, sull’argomento ha evidenziato “I risultati che emergeranno a conclusione della sperimentazione avviata in marzo, dovranno essere vagliati in ambito CISA per decidere la tipologia più funzionale di macchinario. Solo dopo la decisione del CISA l’ENAC avvierà le procedure di acquisto di un certo numero di body scanner sia per i quattro aeroporti della sperimentazione, sia per gli altri scali che operano voli verso Stati Uniti e destinazioni sensibili, utilizzando a questo scopo i 2 milioni di euro di un proprio avanzo di amministrazione messi a disposizione dall’ENAC per questo progetto finalizzato ad aumentare ulteriormente il livello di security del trasporto aereo nazionale”.
“Grazie all’impegno economico che stanno sostenendo l’Enac e il Governo," afferma il direttore generale della Gesap, Carmelo Scelta, "l’aeroporto di Palermo ha innalzato ulteriormente gli standard di security. Confido nella piena collaborazione dei passeggeri in transito per agevolare la fase dei test della T8000”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Redattore  : Carlo Dedoni

Fonte della notizia : Ufficio Stampa ENAC

 
 
 
 



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