| Reportage da Volandia: un Museo da Visitare |
| Tuesday 26 October 2010 | |
Abbiamo già ampiamente illustrato sia la nascita del Museo sia i vari eventi collegati e sviluppati da quel momento, ma una volta tanto vorremmo esprimere il nostro interesse non soltanto per quanto esposto ma anche come sia stato esposto.
Fortunatamente passati i tempi dei Musei, soprattutto pubblici, vecchi e polverosi con un modestissimo prezzo d'ingresso che non poteva giustificare comunque la disattenzione e la trascuratezza, oggi siamo giunti ai Musei come luoghi non solo di cultura ma anche di intrattenimento e di sosta e Volandia ne è - a nostro parere - fra i migliori esempi.
Già uscendo dal Terminal 1 di Malpensa (uscita 17 per l'esattezza, un numero che specialmente in aviazione non porta bene ma non questa volta) la vista degli edifici delle Officine Caproni integre nella loro struttura d'epoca allargano il cuore e fanno immaginare il decollo di un fragile biplano Caproni, mentre dietro le nostre spalle decolla un poderoso 747 con le sue oltre 400 tonnellate che, dopo tutto, vola anche perchè ci fu quel progenitore. Impressione che ancor più si manifesta all'ingresso, trasformato da un architetto che ha indubbiamente colto il fascino del volo nelle scalette di accesso di un aeromobile di linea. Gli interni poi dei cinque Padiglioni, che sono destinati ad aumentare di numero come ci ha confermato il nostro ospite, Francesco Reale, direttore della Fondazione "Museo dell'Aeronautica" nel corso della visita.
I Padiglioni, che vanno dalle "forme del volo" al "futuro del volo",
attraverso un percorso logico e molto interessante, dimostrano la bontà
di una formula che ha voluto coniugare - e lo ha fatto perfettamente -
la tecnica con la storia con un allestimento scenico di tutto rispetto: la sola vista del relitto dell'SM 79 che riproduce una episodio della
2^ guerra mondiale, quando un nostro silurante si perse nel deserto,
merita da sola una "corsa" al Museo.
Una "chicca" la diversione verso la piccola ma sicuramente efficiente
Officina dove attualmente ex dipendenti dell'Agusta stanno
restaurando l'Agusta A104, elicottero biposto che assieme al monoposto A103 venne realizzato agli inizi degli anni '60 rimanendo però allo stadio di prototipo: un vero gioiello perfettamente
rifinito in ogni dettaglio dopo ore ed ore di appassionato lavoro.
Da ultimo, ma non certo per meno interesse, il Padiglione dedicato ai più giovani con vari simulatori di volo e, da segnalare per i genitori che voglio immergersi tra il Macchi 205 ed il convertiplano BA 609, lun'area ludica con giochi per le diverse fasce di età, sia al coperto che allo scoperto. |










