Aeromodellismo, un futuro sicuro?
Tuesday 19 March 2013
Ospitiamo un nuovo editoriale di Carlo d'Agostino in materia di regolamentazione dell'aeromodellismo. 
 
Al momento in cui scriviamo, nulla è dato di sapere sul risultato dei tra workshop organizzati dall'ENAC con grande tempestività nello scorso febbraio con gli enti “interessati” ai quali era stata indirizzata la ormai famosa bozza di Circolare sul “pilotaggio remoto”: produttori, importatori, costruttori, aeromodellisti ed enti che si occupano attualmente di aeromodellismo, rappresentanti di specialità.
Pertanto, in assenza di novità, vediamo se riusciamo a chiarire quello che riguarda in modo particolare l'aeromodellismo, il settore forse maggiormente coinvolto a livello numerico, anche se i numeri che abbiamo avuto modo di conoscere da interviste, dichiarazioni e comunicati stampa differenziano non poco a seconda della fonte.
Vediamo intanto il fattore principale che dobbiamo esaminare compiutamente, la definizione data dall'ENAC per quello che considera “aeromodello” con peso da meno di19,9999 kg e maggiore di 20 kg “aeromodello – mezzo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi o sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano il volo autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell'aeromodellista, senza l'ausilio di aiuti visivi”.
Aeromodellista viene definito “persona che è ai comandi di un aeromodello”. Sembrerebbe dunque cha la specialità “storica” dell'aeromodellismo e cioè il “volo libero” dovrebbe essere esclusa da ogni attività sia sportiva che ricreazionale. Quindi richiamiamo l'attenzione di chi fino ad oggi riteneva che i suoi modelli da “volo libero” (veleggiatori, elastico e motomodelli) non fossero presi in considerazione dal Regolamento ENAC in quanto al di sotto dei 2 kg e quindi compresi nel disposto dell'art. 8 (Autorizzazioni) della II Sezione, ultimo comma, che recita “per i SAPR di peso inferiore a 2 kg l'ENAC può provvedere requisiti semplificati rispetto a quelli previsti nella presente Sezione”.
Qui occorre una precisazione, in questa Sezione l'ENAC si riferisce ai Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto, cioè tutti quei mezzi che rientrano in questa categoria in quanto adibiti a compiti diversi dai voi sportivi o ricreativi. Ne consegue che anche gli aeromodelli di peso inferiore ai 2 kg dovrebbero sottostare a quanto previsto dalla definizione quando svolgono attività sportiva o ricreativa, cioè devono essere “controllati” dall'aeromodellista (volo RC cioè radiocomandato), tanto è vero che viene citato anche il “volo vincolato” sia pure autorizzato a volare solo in ore diurne. Riamane naturalmente da stabilire, tenuto conto che ai giorni nostri anche gran parte egli aeromodelli di questo tipo sono dotati di dispositivi comandabili dal pilota per interrompere il volo se l'aeromodello sta per scomparire alla vista – in quota o in distanza – o il suo comportamento in volo non è corretto, se questo viene considerato “controllo” secondo l'ENAC.
Trattandosi di una bozza, crediamo che questo aspetto sarà colto dagli “addetti ai lavori”, cioè la commissione di esperti nominata dall'Aero Club d'Italia, in caso contrario potrebbero sorgere dei problemi non indifferenti soprattutto per l'attività sportiva del “volo libero”.
 
 
 

Articolo di Carlo d'Agostino

 
 
 



Hai trovato interessante questo articolo? Segnalalo!
Digg!Del.icio.us!Google!Facebook!Technorati!Furl!Yahoo!