Aeromodellismo: Aero Club d'Italia, quanti interrogativi...
Saturday 13 April 2013
Ospitiamo un articolo/editoriale scritto "a quattro mani" da Carlo d'Agostino e Franco Bugada in materia di aeromodellismo.
 
Nei giorni scorsi e precisamente il 9 aprile, con Circolare n. 14/2013 SP/OG indirizzata agli aero club federati, l’Aero Club d’Italia ha messo un punto fermo per quanto riguarda l’attività sportiva aeronautica, avocando a sé tutta  la complessa organizzazione nazionale ricordando che  “in linea – con le normative vigenti e con le direttive del CONI, in Italia, l’attività agonistica per gli sport aeronautici può essere svolta solo in ambito AeCI, mentre l’attività ludica amatoriale è libera”.
Indica poi cosa si intende per attività sportiva agonistica:
  • ogni  gara a livello comunale, provinciale, regionale, interregionale e nazionale;
  • ogni competizione F.A.I. a livello nazionale ed internazionale;
  • ogni stage di volo, di allenamento, di formazione del personale tecnico finalizzato all’agonismo  
E qui facciamo un’annotazione: se un Club aeromodellistico organizza una manifestazione “interna” per i soli soci del gruppo, anche magari una “gara” ma sempre  “interna” a cui solo essi partecipano, crediamo che proprio non si possa parlare di gara “comunale, provinciale, regionale,ecc.” e quindi non si possa parlare di avvenimento nell’ambito dell’AeCI.
 
 
 
Pensate a quante “aperture di stagione” e altrettante “chiusure di stagione” si fanno sulle piste d’Italia. Quanti “meeting”, quante “idrovolate” con al più una bottiglia di vino come ricordo, a volte un salame, a volte una cartolina o una stampa? Proprio non ci vediamo nessuna attività sportiva né agonistica. Ci si trova fra  amici e si fa qualche voletto, assolutamente senza agonismo e senza premi. Questo è un punto fondamentale perché “stage di volo” probabilmente è stato scritto da chi non fa aeromodellismo. Ogni volta che andiamo in pista a fare un voletto dovremmo andarci muniti di tessera FAI anche se non faremo mai gare né comunali, né provinciali, né…?
Poi ci sono le gare così annunciate e sacrosante…con tutti i  crismi. Ma sono un’altra cosa.
La citata Circ. 14 ricorda che nei rispetti del Regolamento Sportivo Nazionale dell’AeCI, per partecipare alle gare, gli atleti devono essere in possesso di licenza sportiva FAI che può essere rilasciata solo tramite l’aero club federato di appartenenza. Vi è poi la precisazione che l’AeCI nutre particolare interesse a promuovere l’attività propedeutica a quella agonistica al fine di dotare gli atleti della necessaria e specifica preparazione finalizzata alla conoscenza delle relative leggi, all’acquisizione delle mentalità agonistica ed al raggiungimento di prestazioni sportive di alto livello. L’AeCI consente quindi agli aero club federati di organizzare corsi di preparazione all’agonismo sia teorici che pratici e ne indica le caratteristiche. A fine corso l’aero club organizzatore dovrà trasmettere all’AeCI una relazione avendo cura di segnalare i piloti che hanno mostrato maggiore predisposizione per l’attività agonistica.
E qui c’è un’altra nostra osservazione. Sembra che gli “agonisti” possano ottenere la licenza sportiva FAI solo da parte dell’AeCI dietro indicazione degli aero club federati titolari di scuole adatte al rilascio di titoli aeronautici. Infatti i corsi di cui si è detto sono di “preparazione all’agonismo sia teorici che pratici” ma una cosa è preparare ed un’altra rilasciare un “titolo aeronautico”. E ancora: è previsto un esame per ottenere la licenza FAI? E chi l’ha avuta trent’anni fa deve rifare la trafila ? E’ l’AeCI o l’aero club federato a rilasciare la licenza sportiva FAI ?
Già sentiamo nell’aria le solite accuse di burocrazia estrema, ecc. ecc..
Una cosa è fondamentale: cosa costa ad un aspirante aeromodellista iscriversi ad un aero club federato, cosa gli costa fare un corso e cosa gli costa annualmente la licenza sportiva FAI. Cosa gli costa la necessaria assicurazione che lo copra contro gli incidenti verso terzi provocati coi suoi modelli? 
Indubbiamente con la Circ. n°14 l’Aero Club d’Italia ribadisce che detiene il potere politico e tecnico sullo “sport aeronautico” ai sensi dell’art.27 del D.P.R. 28 marzo 1986 (riconoscimento del CONI quale Federazione), del decreto legislativo 23 luglio 1999 n. 242 (riconoscimento personalità giuridica del CONI) e ritiene di essere l’ unica Federazione che rappresenta l’Italia presso la Federazione Aeronautica Internazionale (FAI).
Ora anche l’AeCI riconosce - e lo dice - che l’attività ludica amatoriale è e deve essere libera. Qualcuno deve chiarirci a questo punto come viene svolta un’attività ludica (quindi di gioco e per ” gioco si intende – secondo il classico Zingarelli – ogni esercizio compiuto da fanciulli o adulti per ricreazione, divertimento, o sviluppo di attività fisiche e intellettuali”).
In teoria sembrerebbe che nulla vieta a qualunque associazione, organizzazione, ente privato e simili di organizzare un’attività ludica e amatoriale e di conseguenza dei corsi di cultura aeromodellistica teorici e pratici, corsi di volo a vela, corsi di volo a motore: chi poi vorrà dedicarsi allo “sport”, dovrà dotarsi di licenza sportiva FAI chiedendone il rilascio agli aero club federati nei modi e termini che dovranno essere stabiliti.
Abbiamo capito bene ?
 
 
 

Articolo di Carlo d'Agostino e Franco Bugada

 
 
 



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