Recensione: Campoformido 100, cento anni dell'aeroporto di Udine attraverso le immagini
Friday 04 October 2013
libro_aerop_campoformido.jpg
Formato 230x310 cm, peso 1,250 kg, 263 pagine, oltre 500 illustrazioni (foto e disegni): sappiamo benissimo che l’eccellenza di una pubblicazione non sta nel peso (tipo elenco del telefono) o nelle dimensioni (inusuali, non sai dove piazzarlo in biblioteca, o nelle pagine (possono essere solo ricche di caratteri ma scarse di contenuto) o nelle illustrazioni (vecchie foto, riprese sfocate, soggetti inutili).
Però se une editore si lancia in un’impresa di questo genere vuol dire che crede in quello che fa e nell’autore del tutto e nel caso del libro che è ora sulla nostra scrivania dopo averlo esaminato e letto, possiamo dire che ne è valsa la pena.
Roberto Bassi, l’autore, nato ad Udine e residente a Campoformido, diplomato al “Maliganni” di Udine (un nome che è già una sicurezza), sottufficiale specialista di elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito Italiano presso il 5° Reggimento Rigel di Casarsa della Delizia, già autore di altre pubblicazioni a carattere storico-aeronautico, ha svolto un lavoro enorme di ricerca in occasione dei 100 anni dell’aeroporto di Udine, con la pubblicazione “Campoformido 100 – Cento anni dell’aeroporto di Udine atrraverso le immagini” edito da Aviani & Aviani di Udine.
 
 
 
E’ quella che può essere definita un’opera completa che parte dal piccolo paese di Campoformido agli inizi del ‘900, noto soprattutto per aver ospitato la firma dello storico accordo (il Trattato di Campoformio, nella dizione veneta) del 17 ottobre 1797, per giungere alle prime utilizzazioni come campi di volo le distese di San Canciano e di Santa Caterina nel corso della 1^ guerra mondiale per giungere al vero e proprio aeroporto di Campoformido intitolato al magg. Ferdinando Bonazzi pluridecorato pilota di bombardieri Caproni inaugurato il 7 maggio 1923 che dal 1° febbraio 1927 ospiterà il 1° Stormo Aeroplani Caccia nel febbraio 1927 che è equipaggiato con il biplano Fiat CR 1.
La storia del 1° Stormo è strettamente legata alla storia dell’acrobazia, quando il suo comandante Rino Corso Fougier, dpèp aver assistito a Londra ad una esibizione acrobatica di un gruppo di velivoli della RAF, si convince che l’acrobazia deve entrare a far parte della preparazione di un pilota da caccia, che potrà trarre dalla esperienza di un volo svolto nelle più diverse condizioni di assetto l’abilità nel seguire l’avversario nelle sue evoluzioni o di utilizzarle per sottrarsi agli atatcchi.
E’ un libero tutto da leggere e da guardare, che attraverso le immagini (tutte molto esaustivamente commentate) ed i testi dei vari capitoli giunge fino ai giorni nostri, con l’attività dell’Aviazione Leggera dell’Esercito e dell’Aero Club Friulano.
Un’opera importante, avvincente, da leggere e da rileggere e soprattutto da guardare perché gran parte delle immagini sono inedite e raccontano la vita di piloti e specialisti nei vari momenti sia di svago che di lavoro.
 
 
 
 

Recensione di Carlo d'Agostino

 
 
 



Hai trovato interessante questo articolo? Segnalalo!
Digg!Del.icio.us!Google!Facebook!Technorati!Furl!Yahoo!