Convegno: l’Associazione Arma Aeronautica nel Friuli Venezia Giulia (1954-2013) – presente e futuro
Tuesday 15 October 2013
convegno_aaa.jpg
Il 10 ottobre si è svolto a Udine il convegno “L’Associazione Arma Aeronautica nel Friuli Venezia Giulia (1954-2013) – Presente e Futuro” organizzata dalla presidenza regionale dell’Associazione Arma Aeronautica, con il patrocinio della presidenza nazionale, la Regione Friuli Venezia Giulia, il Comune di Udine , il Centro Servizi Volontariato Regionale ed il sostegno dell’Aeronautica Militare
Buona la partecipazione dei soci delle varie Sezioni del FVG ai quali si sono aggiunti gli allievi dell’Istituto Malignani di Udine e dell’Istituto Nautico (sezione aeronautica) di Trieste ed un gruppo ufficiali e sottufficiali dell’Aeronautica Militare. Prima di iniziare i lavori il colonnello Romano, presidente regionale FVG della AAA, ha ringraziato le autorità presenti, fra le quali il v.Prefetto  di Udine dr.  Francesco Palazzolo, il Comandante dell’aeroporto di Aviano, l’assessore regionale dott.ssa Mariagrazia Santoro, dando poi la parola a quest’ultima.
 
 
 
L’assessore Santoro ha sottolineato l’importanza del FVG nelle storia dell’aeronautica, ricordando che ha dato i natali al 1° Stormo Caccia di Campoformido ed il 4° Stormo Caccia di Gorizia per giungere poi ad ospitare nel dopoguerra il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico con la PAN, aggiungendo poi apprezzamento per eventi  come il Convegno, in quanto la Regione dimostra sempre disponibilità per le Associazioni d’Arma.
Il generale Sciandra, presidente nazionale AAA, si è detto particolarmente soddisfatto della organizzazione non soltanto per il contenuto dell’assemblea ma quanto di più perché essa si svolge in un luogo pubblico, aperto a tutti, così da fornire una più vasta informazione anche ai giovani, che vede partecipare numerosi, che sono il nostro futuro.
Dopo una breve disamina sulla nascita dell’aviazione nella regione, a partire dai suoi campi di volo nel corso della 1^ guerra mondiale dove operarono bombardieri e caccia e dal primo “costruttore” aeronautico che realizzò l’aliante “Friuli” che il 31 luglio 1933, ebbe il suo battesimo  nella brughiera di Sequals, il col. Romano ha fatto notare che il Convegno si svolge quando si sta approssimando la ricorrenza del 60° anno di fondazione dell’Associazione, con un momento di riflessione sul presente ed un pensiero per il futuro.
Il comandante del 2° Stormo colonnello Stefano Tessaro si è poi addentrato nella presenza dell’Aeronautica Militare in regione, iniziata con il 1° ed il 4° Stormo mentre vi è un aeroporto, quello di Aviano, che ha festeggiato recentemente i suoi 100 anni. Ha proseguito poi indicando le varie fasi di organizzazione e di riorganizzazione della AM nel corso degli anni.
Il prof. Giovanni Battista Carulli ha illustrato la storia dell’Associazione Arma Aeronautica dal suo nascere a Torino nel 1952  per lo  spirito di iniziativa di un gruppo di aviatori, reduci dai cieli della seconda guerra mondiale, per tutelare e tramandare il patrimonio morale, la tradizione di gloria e prestigio dell'Aeronautica militare tutta, sia in pace ed in guerra. Si tratta di una struttura retta da uno Statuto ed un Regolamento che raggruppa 259 sezioni, 241 nuclei per un totale di 35.115 soci.
Il cav. Antonio Petrucci, consigliere nazionale e presidente della sezione di Campoformido ha fornito un quadro completo per quanto riguarda il FVG dove operano 11 sezioni e 16 Nuclei per un totale di 2005 soci.
Dopo una breve sosta, il Convegno è ripresa con l’intervento del gen.Giambortolo Parisi, presidente emerito che per otto anni è stato alla guida dell’Associazione nazionale, che ha fatto una breve premessa su quello che ritiene un errore, cioè la denominazione di “arma aeronautica” che dovrebbe comprendere solo chi è stato in servizio attivo come pilota o specialista, che avrebbe voluto modificare in “aviatori d’Italia” ma il suo suggerimento non è stato accettato. Ha poi richiamato l’attenzione sull’opera dell’associazione che in diverse occasioni si è mossa prendendo posizioni che non avrebbe potuto prendere l’Aeronautica Militare in quanto organismo di Stato, vedi ad esempio il caso di Ustica dove l’allora presidente Catullo Nardi ebbe parte importante per la difesa della stessa, che poi venne dimostrato essere completamente estranea alle vicende. 
Il t.col Stefano Cosci, vice direttore di “Rivista Aeronautica”,  ha affrontato l’argomento riguardante la differenza dei due periodici di settore, “Aeronautica” edita dall’Associazione Arma Aeronautica e “Rivista Aeronautica” edita dal Ministero della Difesa. Pur trattando in pratica dello stesso argomento, cioè l’aeronautica nei suoi diversi aspetti, lo fanno con due diversi angoli prospettici: la prima, che essendo distribuita a tutti i soci con la sua tiratura di oltre 35.000 copie è la più diffusa pubblicazione aeronautica italiana (e forse non solo italiana) e tratta argomenti sempre di interesse ma con particolare riferimento riferito all’attività di cultura generale aeronautica, cronache, ricordi del passato, vita associativa con gli operati di sezioni e nuclei, mentre la seconda (che ha una tiratura di 21.500 copie di tutto rispetto per il panorama pubblicistico italiano), si occupa di aeronautica e spazio seguendo l’ottica diversa da quella di carattere sociale della sua consorella.
Il futuro della AAA è stato tracciato dall’intervento finale del Presidente gen. Sciandra che ha fermamente affermato che il futuro non può essere che il risultato dell’operato di tutti i soci, partecipi di appartenere ad una grande famiglia e che è sempre più necessaria un’opera di profonda collaborazione con l’Aeronautica Militare con l’intento di seguire sempre più le giovani generazioni intensificando i rapporti con le Forze armate.
Forse troppo tardi – ormai si era agli sgoccioli – la domanda di un socio del Club “Frecce Tricolori” di Monfalcone che richiedeva maggiore attenzione per le associazioni come la loro che si occupano di un settore specifico cioè quello dell’acrobazia aerea, quanto meno accettando l’ipotesi di una affiliazione alla AAA che sosteneva sia prevista dallo Statuto. Ormai era tardi per affrontare un problema che a nostro avviso non esiste, in quanto basterebbe una buona collaborazione fra tutti per giungere comunque a risultati interessanti, cosa comunque che ci consta già avviene. Un buon Convegno, ottimamente organizzato, che ha trovato nell’auditorium nel Palazzo della Regione una degna cornice: però ha nostro avviso, malgrado il titolo, si è dedicato più al presente che al futuro.
 
 
 
 
 

Articolo e foto: Carlo d'Agostino

 
 
 



Hai trovato interessante questo articolo? Segnalalo!
Digg!Del.icio.us!Google!Facebook!Technorati!Furl!Yahoo!