ADR: ieri a Roma l'Aviation Safety Workshop “Wildlife strike: problemi e soluzioni”
Thursday 05 December 2013
Si è svolto ieri nella sede dell’ENAC a Roma l’importante Aviation Safety Workshop “Wildlife strike: problemi e soluzioni” organizzato da ADR e dall’Italian Flight Safety Commettee, con il patrocinio dell’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile
Si è trattato di un incontro di confronto a livello nazionale sui risultati conseguiti dagli aeroporti sull’importante tema di Safety per il volo. Il 90% dei casi di wildlife strike si verifica, infatti, all’interno degli aeroporti, soprattutto durante le delicate fasi di decollo ed atterraggio. Per mitigare il rischio dovuto alla presenza di volatili è possibile intervenire sostanzialmente in due maniere diverse: rendendo l’aeroporto e l’ambiente circostante un habitat il meno attrattivo possibile per la fauna selvatica allontanando gli animali ogni qualvolta possano costituire un pericolo. 
Nel 1989 a Fiumicino si è costituita la prima squadra di professionalità interne ad Aeroporti di Roma che ha cercato di affrontare il problema in maniera organica e razionale. ADR, infatti,  nell’ambito delle attività di prevenzione del fenomeno birdstrike, ha previsto anche ulteriori iniziative, che sono in attesa di autorizzazione da parte di vari enti pubblici, e chiede anche la collaborazione degli enti locali per le azioni di allontanamento della fauna selvatica, pericolosa per la sicurezza del traffico aereo all’esterno del perimetro aeroportuale. 

 

 

ADR, inoltre, sta investendo sia in tecnologia sia economicamente, per sensibilizzare l'intera comunità aeroportuale a non tenere comportamenti scorretti tali da rendere vani le attività, gli sforzi e gli accorgimenti messi in campo per contrastare il fenomeno volatili.
Una strategia a lungo termine mirata alla mitigazione del problema è stata elaborata attraverso l’implementazione di una serie di azioni quali:
  • un’indagine ecologica iniziale risk assessment
  • una strategia di monitoraggio quotidiano
  • l’adozione di pratiche e sistemi di deterrenza
  • la formazione di una squadra di intervento mirata all’allontanamento
  • la verifica puntuale e costante dei risultati
L’approccio adottato a Fiumicino ha permesso, già dopo un quinquennio, di ridurre drasticamente le presenze delle specie risultate più pericolose per la navigazione aerea, mitigando in tal modo significativamente il rischio di wildlife strike.
A seguito di questi risultati, e sulla base delle procedure elaborate da ADR a Fiumicino, è nato il Bird Strike Committee Italy, la commissione di esperti che si occupa del problema a livello nazionale e che ora opera come gruppo di lavoro interno all’ENAC, dipendente funzionalmente dalla Direzione Regolazione Ambiente e Aeroporti.
Attualmente lo scalo di Fiumicino - e a partire dal 2000 anche quello di Ciampino - possono contare su:
  • una gestione ecologica dell’aeroporto decisamente sfavorevole per la fauna selvatica 
  • un monitoraggio quotidiano continuo delle piste che alimenta in tempo reale un database elettronico 
  • una diversificata batteria di sistemi di dissuasione diretta
Azioni gestite da una squadra BCU - Bird Unit Control, opportunamente formata, che opera alle dipendenze del Post Holder Area Movimento e che si avvale di un consulente ornitologo professionista. Secondo gli standard di accettabilità del rischio l’aeroporto di Fiumicino (e quello di Ciampino) sono stati sempre al di sotto dei valori di attenzione e della media nazionale, i risultati raggiunti in questi ultimi 25 anni dimostrano che l’approccio e la strategia adottati negli scali romani sono realmente efficaci.
Gli animali selvatici possono costituire un serio problema per la sicurezza della navigazione aerea soprattutto durante le delicate fasi di decollo ed atterraggio. La squadra messa in campo da ADR a Fiumicino nel 1989 cercò di comprendere l’entità della fauna selvatica al Leonardo da Vinci, ‘misurando’ al contempo il rischio potenziale per la sicurezza aerea, attraverso una dettagliata ricerca ornitologica portata avanti su tutta la zona dello scalo nell’arco di un anno. Da quell’analisi emersero oltre 100.000 osservazioni di gabbiani (sia reali che comuni), 5.000 di pavoncelle e 17.000 di storni (solo per citare le specie più pericolose, insieme al piccione domestico e al germano reale, in termini di cause probabili e gravi di un eventuale incidente).
Sono state osservate quasi 100 specie diverse di uccelli selvatici, dalla grande gru alla piccola allodola, la specie più comune in assoluto. La ricerca fu utile per capire in quali mesi gli animali si concentrano in aeroporto, dove si posizionano e così via. Informazioni sulle quali è stata prodotta una strategia mirata alla riduzione del rischio. Va ricordato che Fiumicino è un aeroporto limitrofo al mare. Il primo passo conseguente è consistito nell’eliminazione di quanto potenzialmente attrattivo per gli uccelli all’interno del sedime, come ristagni d’acqua, accumuli di rifiuti, posatoi, eccetera. A questa prima importante azione ha fatto seguito l’adozione di mezzi dissuasivi per ciascuna specie presente sullo scalo, da utilizzare nelle zone individuate e negli orari di maggior rischio. Nel frattempo si è provveduto a istituire una squadra di persone dedicate espressamente al problema - che ha costituito la prima Bird Unit Control in Italia - individuate nell’ambito della Sicurezza Operativa.
L’approccio adottato a Fiumicino ha permesso di ridurre in soli 5 anni dell’85% le presenze in aeroporto di gabbiani reali e comuni, e quelle degli storni del 75%, abbattendo così drasticamente il rischio di incidente. Ed è proprio al Leonardo da Vinci che è nato il Bird Strike Committee Italy, la commissione di esperti che si occupa del problema a livello nazionale e che ora opera in ambito ENAC.
Oggi l’aeroporto dispone di una procedura che prevede una gestione ecologica dell’aeroporto decisamente sfavorevole per la fauna selvatica. Si cerca di tenere l’erba alta almeno 30 cm perché ciò scoraggia la presenza di gabbiani e piccioni, è, inoltre, vietato coltivare essenze vegetali che possano attrarre gli uccelli e si sta provvedendo alla copertura delle zone che raccolgono acque con reti e altri sistemi. Allo stesso tempo lungo le piste è schierata una ricca barriera di sistemi di dissuasione costituita da cannoncini a gas che sparano a salve, apparati acustici, sia fissi che mobili, che emettono il richiamo di allarme delle varie specie, pistole a salve, spauracchi elettronici, cannoni acustici che allontanano gli uccelli e gli altri animali con la pressione delle onde sonore, eccetera. 
Certo gli incidenti avvengono ancora, nello scorso anno a Fiumicino si sono verificati oltre centocinquanta eventi di wildlife strike (meno dello 0,04% di tutti i movimenti aerei sullo scalo in un anno), ma tutti senza alcuna conseguenza. Secondo gli standard nazionali ed internazionali di accettabilità del rischio l’aeroporto di Fiumicino è dunque, al di sotto dei valori di attenzione, a dimostrazione che l’approccio e la strategia anti-fauna selvatica adottata sono realmente efficaci.
 
 
 
 

Redattore: Carlo Dedoni

Fonte della notizia: Ufficio Stampa ADR

 
 
 



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