Una tavola rotonda per discurere il futuro dell'aeroporto di Oristano Fenosu
Sunday 31 January 2016
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Ieri, presso l'aeroporto Ernesto Campanelli di Oristano Fenosu, si è svolta una tavola rotonda indetta dall'ENAC per analizzare le prospettive legate all'eventuale riapertura dello scalo oristanese alle attività di aviazione generale, dopo la cessione ai privati delle quote di SOGEAOR attualmente in mano ai soci pubblici. Oltre al rappresentate dell'ENAC, l'incontro ha visto la partecipazione dei potenziali investitori e utilizzatori dello scalo, unitamente all'attuale socio di maggioranza, la Provincia di Oristano, e la società cagliaritana Aeronike che ha recentemente acquistato una quota del 6% dalla Camera di Commercio di Oristano. 
Nel suo intervento, Marco Di Giugno, direttore ENAC per la Sardegna, ha spiegato quali sono le potenzialità del piccolo aeroporto oristanese, una struttura che ha una collocazione geografica baricentrica e che, senza i limiti di un grande aeroporto aperto al traffico commerciale, potrebbe rappresentare un'opportunità di sviluppo per il territorio offrendo servizi aeronautici all'aviazione generale con costi ridotti rispetto ai grandi scali. 
Fenosu potrebbe quindi diventare un vero e proprio polo isolano per l'aviazione generale, aperto cioè a tutte le attività aeronautiche, eccetto i voli di linea, operate con velivoli con massa al decollo pari a 5.700 chilogrammi. Un aeroporto che potrebbe ospitare una scuola di volo e divenire un punto di transito del traffico da diporto in Sardegna, ma anche la sede di una scuola di paracadutismo, un centro per la formazione per i piloti di droni e per l'aeromodellismo.
 
 
 
L'Aeronike, azienda specializzata nei servizi aerei come l'aerofotogrammetria, dopo il trasferimento da Cagliari a Bologna, si è detta pronta a rientrare a Oristano e a trasferire a Fenosu la sua officina per la manutenzione dei velivoli che potrà offrire l'assistenza anche ad altri operatori e proprietari di aeroplani.
Le prospettive di rilancio dello scalo di Fenosu passano quindi per la creazione di un centro aeronautico di eccellenza che, grazie l'interazione e le sinergie tra i soggetti coinvolti nella cordata che mira all'acquisto delle quote, tra cui figura anche il DASS (Distretto aerospaziale della Sardegna), potrebbe creare importanti opportunità industriali e tecnologiche e garantire la formazione di nuove generazioni di piloti ed altre figure professionali con il coinvolgimento degli istituti scolastici e di formazione professionale ad indirizzo aeronautico. 
Un futuro di gestione privata che non vuole trascurare le esigenze di pubblica utilità, come le operazioni di volo della Protezione Civile e dei servizi antincendio e la base elicotteristica della Polizia.
  
 
 

Articolo di Carlo Dedoni

 
 
 



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