Ex Aeroporto Militare di Cagliari Elmas: un tesoro da valorizzare e un'opportunitā da non perdere
Tuesday 27 March 2018
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Domenica 25 marzo, in occasione delle Giornate di Primavera organizzate dal FAI - Fondo Ambiente Italiano con la collaborazione di SOGAER, il gestore dell'Aeroporto di Cagliari, sono state aperte al pubblico le porte dell'ex Aeroporto Militare "Mario Mameli" di Cagliari - Elmas.
Durante una presentazione alla stampa del sito, avvenuta sabato 24 marzo, è stata anticipata una visita guidata dedicata ai media, accompagnati dal Professor Giorgio Pellegrini, docente di Storia dell'Arte presso la Falcoltà di Ingegneria e Architettura dell'Università di Cagliari e autore del volume "Mistico Metallico Dinamico" edito da Carlo Delfino.
Le appassionate parole di Pellegrini hanno riportato i presenti al 1934, anno un cui nel Palazzo delle Arti di Milano venne allestita l'Esposizione dell'Aeronautica Italiana, un evento in cui venivano esaltate le conquiste del volo e la neonata Arma Azzurra, la forza armata della modernità. E' proprio in questa occasione che venne presentato un plastico raffigurante quello che potremmo definire il modello ideale di un aeroporto fascista, un aeroporto quasi perfettamente realizzato presso l'idroscalo di Cagliari Elmas, i cui lavori di costruzione iniziarono nel 1934 e finirono l'anno successivo.  
 
 
 
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Tutti gli stabili dell'Aeroporto di Cagliari presentano chiaramente un'impronta razionalista, contaminata però, a differenza del modello nel plastico, da una marcata influenza futurista visibile in numerosi elementi architettonici che caratterizzano in maniera particolarmente evidente questa infrastruttura che incarna il gusto dei tempi in cui venne realizzata. 
E proprio nel
l'ingresso dell'aeroporto l'elemento futurista esplode in tutta la sua grandiosità: due elementi architettonici rappresentanti le ali del noto velivolo trimotore ad ala bassa, l'SM79 Sparviero (o il Gobbo Maledetto, come lo chiamavano gli Alleati) uno dei gioielli dell'ingegneria aeronautica italiana di quel tempo, sovrastati da due cilindri inanellati che rappresentano il movimento circolare dei motori a stella dell'aereo.
Le parole di Pellegrini riescono quasi a fare immaginare gli avieri di guardia nella garitta ricavata proprio sotto ciascuna delle grandi ali, all'interno di un'area delimitata da quattro colonne a base circolare mentre, sferzati dal maestrale, completano il loro turno di guardia all'ingresso dell'aeroporto.
Procedendo lungo i viali dell'aeroporto si nota subito un altro gioiello in puro stile razionalista, anzi razional-futurista: la caserma degli avieri. Un edificio che si contraddistingue già dall'atrio sopra il quale spiccano quattro importanti elementi architettonici di base cilindrica e che un tempo rappresentavano in forma stilizzata il fascio littorio. All'interno della caserma si accede in un grande spazio circolare da cui parte una rampa elicoidale che conduceva agli alloggi dei militari, riproducendo ancora una volta il senso di movimento, altro richiamo al futurismo. Al centro di questo spazio era collocato un sacello del quale si sono perse le tracce, al cui interno era posta una statua della Madonna, unica concessione alla religione in un periodo in cui i Patti Lateranensi non avevano ancora pienamente sortito effetto in questi ambiti. Ancora oggi, nonostante il passare del tempo, la sala rivela la sua antica bellezza e maestosità e viene quasi da domandarsi se i giovani militari che allora percorrevano quella rampa elicoidale percepissero il valore architettonico del luogo in cui si trovavano a vivere. 
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Attraversando il reticolo di vie di quella che era stata ribatezzata la "Città dell'Aria", è possibile osservare tanti edifici che, seppur tutti rigorosamente in stile razionalista, appaiono ognuno diverso e originale rispetto all'altro. I viali finiscono in quella che era la linea volo, dove si trovano gli hangar, tra cui un hangar austro-ungarico ottenuto come bottino al termine della Grande Guerra e il maestoso hangar Savigliano - Nervi, ancora oggi tra i più grandi in Europa realizzato senza l'uso di bulloni ma con sole saldature. All'interno di questa grandiosa struttura è custodita una perla per gli appassionati: il velivolo Breguet BR-1150 Atlantic, utilizzato dal 30° Stormo di Elmas per il pattugliamento marittimo e la lotta antisom; un velivolo che in 45 anni di servizio con l'Aeronautica Militare non hai riportato incidenti. 
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La visita, certamente troppo breve per poter raccontare l'inestimabile valore di questo sito, unico superstite in Italia, si è conclusa nei pressi dell'attuale Villaggio Azzurro di Elmas, dove si trovano altri importanti elementi di pregio quali la cappella, risalente alla metà degli anni 50, e il circolo ufficiali, altro edificio architettonicamente interessante immerso nel verde dei pini, una presenza costante della Città dell'Aria, e collocato in una posizione panoramica rispetto alla laguna di Elmas. 
Al termine della visita possiamo concludere che l'ex Aeroporto Militare di Elmas è una preziosa eredità giunta intatta ai giorni nostri grazie all'Aeronautica Militare che, fino al 2015, ha occupato il sito con il suo Distaccamento Aeroportuale in seguito alla chiusura del 30° Stormo avvenuta nei primi anni Duemila.
E' ora necessario che questo bene prezioso per la collettività venga tutelato e possa vivere una nuova primavera attraverso l'impegno del gestore aeroportuale e delle istituzioni affinché non si perda un unicum artistico e architettonico, tuttora valido anche sul piano operativo, in cui si sono scritte pagine importanti della storia della Sardegna e che può rappresentare, se valorizzato, un'importante opportunità di sviluppo. 

  

 

Articolo di Elisabetta Puggioni

Foto di Carlo Dedoni

 
 



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